JAZZMI 2021: il dado è tratto

30.09.2021, di Luca Testoni

Il dado è tratto e il programma di JAZZMI 2021 è stato svelato

Una cosa è certa: il festival ideato da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale di Milano, in sinergia con Blue Note Milano, riparte con rinnovato entusiasmo. L’autunno scorso, la seconda ondata del Covid-19 interruppe la manifestazione dopo appena quattro serate. Quest’anno, si respira per fortuna ben altra aria. C’è ottimismo, anche perché il CTS (Comitato tecnico scientifico) ha appena dato l’okay a un aumento di capienza di teatri e sale concerto.

«JAZZMI è arrivato alla sesta edizione e ha la particolarità di avere mantenuto gli ingredienti con cui l’abbiamo creato la prima», racconta Luciano Linzi uno dei due curatori artistici della manifestazione assieme a Titti Santini. «E, cioè, grande spazio alle varietà di stili del jazz, una musica ancora oggi fortemente dinamica che con le sue mescolanze è sempre in grado di offrire qualcosa di buono; la possibilità di avere sezioni in cui si approfondisce l’universo jazz attraverso mostre, presentazioni di libri o incontri; la dimensione gratuita di molti concerti, tra l’altro sparsi per tutta la città, compresa la periferia; e l’estrema accessibilità al festival».

In un momento in cui la Milano della musica dal vivo è ancora in un sofferto stato di “stand by” fanno effetto i numeri di JAZZMI 2021. Già, perché dal 21 al 31 ottobre si contano 400 artisti, nonché la bellezza di 200 eventi che coinvolgeranno 60 spazi del capoluogo lombardo. Oltre ai due poli principali, vale a dire il teatro della Triennale e il Blue Note Milano di via Borsieri, JAZZMI 2021 troverà casa nella Loggia dei Mercanti come presso Volvo Studio Milano; nella Casa degli Artisti e all’ex ospedale psichiatrico Paolo Pini; al Corvetto come a Dergano; in piazza Bisceglie come in piazza Selinunte; a Casa Jannacci e al Padiglione Chiaravalle. Senza dimenticare le incursioni fuori città: a San Donato Milanese, Trezzano sul Naviglio, Buccinasco; e Carugate.

In un happening in cui per scelta politica il jazz dialoga con altri generi non stupisce di ritrovare in cartellone uno dei padri nobili dell’hip-hop come Grandmaster Flash (il 31 al Conservatorio Verdi); il cantautore Capossela (doppio show al Blue Note il 23 per riproporre 30 anni dopo l’album di debutto “All’una e trentacinque” con la stella della chitarra jazz Peter Bernstein accompagnato da Jesse Davies, Doug Weiss e Roberto Gatto); Alex Britti (per lui duetto inedito con il trombettista Flavio Boltro il 27 al Dal Verme); e l’accoppiata Mario Tronco (Orchestra di Piazza Vittorio) e l’Avion Travel Peppe Servillo (il 26 al Dal Verme alle prese con un omaggio a Lucio Dalla).

Sul fronte jazz italiano, prima partecipazione a JAZZMI 2021 per due alfieri nel Belpaese del calibro del trombettista Fabrizio Bosso e del sassofonista Stefano Di Battista, entrambi dal vivo nel teatro della Triennale, rispettivamente il 26 e 30 ottobre.

Quest’anno in programma c’è tanta Sardegna: Paolo Fresu (il 24 in Conservatorio con un live incentrato sugli artisti della sua etichetta discografica Tǔk); e occhio (e soprattutto orecchio) al progetto “Giornale di Bordo”, formazione composta dal trio sardo Antonello Salis, Paolo Angeli e Gavino Murgia e dal batterista USA Hamid Drake (sempre il 24, ma in Triennale). Di più, la sera del 22 ottobre alla Triennale, Angeli, autentico innovatore della chitarra, che mezzo mondo ci invidia, presenterà in solo una sua interpretazione della musica dei Radiohead, mentre il sassofonista Murgia dividerà la scena con DJ Gruff.

I giovani? Da non perdere (e non è un modo di dire) le due serate ribattezzate JAZZMI FUTURE in programma il 28 e 29 ottobre al Teatro Filodrammatici. A questo proposito, è impossibile non rimanere ammirati ascoltando due sassofonisti dal talento cristallino come Sophia Tomellieri e Stefano Alessandrini (in concerto con il suo gruppo Storytellers).

L’allentamento delle misure anti-Covid riporta al festival anche una folta pattuglia di musicisti stranieri. Qualche nome? Lo straordinario sassofonista-compositore Tim Berne: il 23 in Triennale alla testa del gruppo Broken Shadows, del quale fanno parte anche Chris Speed, Reid Anderson e Dave King, porterà in scena un progetto dedicato a Ornette Coleman, Dewey Redman e Julius Hemphill, tutti grandi del jazz accomunati dal fatto di essere originari della città texana di Fort Worth. Ancora: la coppia formata dal fisarmonicista Vincent Peirani e dal sassofonista Émile Parisien, due autentiche superstar in Francia alle prese con le magie del tango (il 29 alla Triennale). Sempre in Triennale si esibiranno il leader dei Sons Of Komet Theon Cross (il 23); Roberto Fonseca con il suo trio (il 27); il trio di Marcin Wasilewski con Joe Lovano (il 29); il giovane vibrafonista USA Joel Ross (anche lui il 29); e il talento londinese Moses Boyd (il 30). Il Blue Note ospiterà lo show di apertura, il 21 ottobre, con l’accoppiata formata da Richard Bona e Alfredo Rodriguez (nella stessa sera, ma all’Alcatraz, esibizione di José James, una delle voci più interessanti della scena blues, jazz e R&B newyorkese). Sempre al Blue Note live per il cantante degli Incognito Tony Momrelle (il 23) e la virtuosa vocalist francese Camille Bertault.

Per saperne di più, non resta che consultare il sito ufficiale (dove troverete anche ragguagli sugli ingressi e sulle regole da seguire per rispettare le norme vigenti).

Altre info via mail (info@jazzmi.it); Facebook (@jazzmilano); Instagram (@jazzmilano); e all’Infoline +39/3515398855 (dal lunedì al venerdì, dalle 10 alle 18).

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