DJIVAN GASPARYAN: ci ha lasciati Il Maestro del duduc

08.07.2021, di Giacomo Luperini

Dagli esordi appena ventenne, fino ai grandi successi di fama internazionale. Ponderosa rende omaggio a Djivan Gasparian, il Maestro del duduc.

1947, Mosca, Teatro Bolshoi: uno sconosciuto ragazzo neanche ventenne sale sul palco, la sala gremita del pubblico delle grandi occasioni. Il ragazzo comincia a suonare uno strumento antico e profondo, che oscilla tra la dolcezza e la tristezza estrema e fa vibrare a pieno le corde dell’animo umano: il duduk. Si dice che dopo quel concerto Stalin in persona volle regalargli un orologio come riconoscimento delle sue doti e che da lì iniziò ad essere soprannominato “il maestro del duduk”.

Il Maestro, all’anagrafe Djivan Gasparyan, non ha ricevuto nessuna formazione musicale accademina ma ha iniziato a praticare all’età di sei anni nel modo più tradizionale possibile: seguendo ad orecchio le orme dei pochi che ne tramandavano ancora la conoscenza da generazioni.

Il duduk è il più tradizionale ed iconico strumento musicale dell’Armenia e oggi spunta come colore costante all’interno delle musiche che ne tingono la ritualità quotidiana. Eppure chiunque di noi ne riconosce il suono, spesso senza saperlo, e lo conosce proprio per Djivan che nella sua lunghissima e prolifica carriera musicale ha firmato numerose e grandi colonne sonore. Solo per citarne alcuni di grande impatto globale: “il Corvo”, “il Gladiatore” e “Diamanti di Sangue”. Il suo contributo alla cinematografia, facilmente riconoscibile, è in grado di portare indietro nel tempo, in luoghi lontani che appartengono a tutti. È una musica di tutti, appunto, che partendo dall’Armenia si è saldamente ancorata nell’immaginario collettivo.

Moltissime sono state anche le collaborazioni di successo, da Brian Eno, che volle produrre il suo primo album, al Kronos Quartet, fino ad arrivare ad una delle più preziose: Ludovico Einaudi. Era il 1998, Djivan collaborava già da tre anni con Ponderosa Music & Art e venne invitato a suonare sul palco de “La Musica dei Cieli”. Così Ludovico raccontava l’incontro con Djivan Gasparyan in un’intervista del 2009:

il primo colpo di fulmine è stato proprio per Gasparyan. Mi ricordo che mi aveva colpito il suo suono, forse anche le scale e i modi della musica armena. Trovavo qualcosa che mi apparteneva. (…) Ho ascoltato una cosa di Gasparyan, scopro che fa un concerto a Milano, dopo il concerto faccio due chiacchiere con lui, gli chiedo quando torna e la volta dopo facciamo insieme una registrazione”.

Da questo incontro spontaneo, quasi casuale, nascerà una grande collaborazione che porterà alla pubblicazione dell’album Eden Roc nel 1999 e ad esibirsi insieme in uno dei palchi più prestigiosi del mondo: la Royal Albert Hall di Londra nel 2007.

Djivan ha intessuto con Ponderosa una relazione professionale profonda, che lo ha portato in oltre venticinque anni di collaborazione a partecipare a decine di festival e concerti in Italia e all’estero.

Titti Santini, managing director di Ponderosa Music & Art, lo ricorda così:

Era una persona di una gentilezza incredibile. Mi ricordo un lungo viaggio che facemmo insieme in auto io e lui e nonostante la mancanza di una lingua in comune (non parlava né inglese né italiano), lo passammo a ridere e scherzare, capendoci con i gesti. A Milano si fermava sempre a comprare vestiti per taglie forti e ci portava in regalo una bottiglia di vodka auto prodotta, che aveva come etichetta un stilizzazione di lui mentre suona il duduk. Chiunque abbia incontrato in giro per il mondo e fosse di origine armene, di qualunque estrazione ed età, reagiva subito al suo nome. Era noto e stimato da tutti.”

Il 6 luglio Djivan ci ha lasciati, donandoci un’enorme eredità: dal 2005, infatti, il duduk è stato dichiarato dall’UNESCO patrimonio intangibile dell’umanità. Uno strumento antico di 3200 anni che stava sparendo e che è stato salvato, divulgato e attualizzato proprio da Djivan, che con gentilezza e passione ha lasciato la sua importantissima impronta nella storia dell’umanità.

 

 

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