Back And Forth: una zattera tra Italia e Stati Uniti

21.09.2021, di Luca Testoni

Danilo Gallo, bassista dei Guano Padano ci ha raccontato la genesi del loro nuovo album “Back And Forth” e della nascita del sodalizio musicale con Sam Amidon e Bill Frisell 

In questi mesi in cui si fa sempre più concreta la possibilità (grazie alle vaccinazioni) di mettersi alle spalle il periodo più buio della pandemia da Covid-19 c’è spazio anche per alcune perle musicali per troppo tempo rimaste forzatamente in “stand by”. È il caso di “Back And Forth”, l’Ep nel quale i Guano Padano, l’eccentrico trio del quale fanno parte il chitarrista Alessandro “Asso” Stefana, il batterista Zeno De Rossi e il bassista Danilo Gallo, hanno incrociato idee, canzoni e strumenti con Sam Amidon, da più parti indicato come una delle personalità più interessanti della scena folk statunitense contemporanea. Le quattro canzoni, incise in uno studio bresciano durante il primo post lockdown dell’estate del 2020, usciranno per l’etichetta Ponderosa il prossimo 12 novembre e saranno disponibili sia in formato fisico (vinile e cd) sia digitale.

«Avevamo fatto alcuni concerti a fine 2019 con Sam, un artista che ammiriamo e che seguivamo da tempo, suonando i suoi pezzi in stile Guano Padano e, dopo quel tour, ci siamo ripromessi di fare di nuovo qualcosa assieme», racconta Danilo Gallo. Una curiosità? «Noi e Amidon abbiamo inciso i brani dell’Ep in un solo giorno».

A proposito dei brani in scaletta: «C’è “Short Life” scritto da Sam; un medley composto da due nostre composizioni e dal brano tradizionale “Sugar Baby”; e “Cereno”, composta da Zeno De Rossi (con testo di Sam Amidon ispirato al romanzo breve “Benito Cereno” di Herman Melville), cui si deve anche l’idea di “Praire Avenue Cowboy”», racconta Gallo. «È stato proprio Zeno a scoprire questa composizione a firma di Paul Motian, che però il grande batterista di Bill Evans, scomparso una decina di anni fa, non ha mai inciso. Questa versione è il nostro omaggio a Motian. La ciliegina sulla torta è stato il coinvolgimento nella registrazione del grande chitarrista jazz Bill Frisell, tra l’altro negli anni Ottanta membro in pianta stabile di un ottimo trio capitanato da Motian e del quale faceva parte anche Joe Lovano».

Non è la prima volta che i Guano Padano collaborano con grandi nomi del calibro Frisell. Nel 2012, per il secondo album “2”, avevano lavorato con un’altra star della chitarra jazz Made in Usa come Marc Ribot e con il leader dei Faith No More Mike Patton, entrambi innamoratisi della curiosa mescolanza ideata dai Guano, tra melodie senza tempo alla Morricone, armonie jazz, morbidezze folk e ruvidità psichedeliche.

«La nostra è stata una collaborazione a distanza», continua il bassista. «Noi gli abbiamo mandato via mail la base e Bill ci ha spedito la sua parte da Brooklyn…», continua Gallo. Indubbiamente una gran bella soddisfazione, il coinvolgimento di uno dei chitarristi americani più rappresentativi, per il trio.

Un’immagine per definire i Guano Padano? «Mi piace utilizzare la metafora della zattera che continua a fare su e giù in continuazione dall’Italia agli Stati Uniti», spiega Danilo Gallo. Per poi proseguire: «La cultura italiana ed europea attraversa l’oceano Atlantico, sbarca laggiù e viene a contatto con la cultura americana. Si incontra, si scontra, si colora, si arricchisce, si trasforma e poi ritorna. Per poi subito dopo ripartire. In un processo infinito di infinite traversate in barca. Del resto al mondo siamo tutti figli di una traversata in barca. Di incontri e rimescolamenti…».

In attesa di un tour vero e proprio nel 2022, Guano Padano e Sam Amidon si esibiranno assieme l’1 ottobre nella chiesa di San Carlo di Modena nell’ambito del “Dig Festival”. L’occasione ideale per ascoltare in anteprima anche i brani di “Back And Forth”.

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