L’estate italiana di Sébastien Tellier

Sognatore, sofisticato, camaleontico e anticonformista. Un poker di aggettivi per provare a definire un personaggio a suo modo unico nel panorama della canzone d’autore francese.

Di Luca Testoni

Sébastien Tellier suonerà in Italia due concerti ad agosto: il primo, l’11 a Locorotondo, in provincia di Bari, all’interno del programma del Locus Festival; e il giorno successivo, il 12, al Color Festival di Lamezia Terme.
Sulle scene da un quarto di secolo (per altro, la sua prima apparizione italiana fu vent’anni fa al Piccolo Teatro Studio di Milano ospite di Eurotribu, la rassegna dedicata alle tendenze trasversali della musica europea promossa dall’associazione degli istituti culturali milanesi di vari Paesi europei), si impose all’attenzione generale nel 2000 grazie allo splendido album di debutto, “L’Incroyable vérité”, ancora oggi, a detta dei cugini francesi, un capolavoro senza tempo.
All’inizio del 2026, Sébastien Tellier ha fatto uscire un nuovo album, il suo settimo, “Kiss The Beast”, col quale in equilibrio tra sonorità Anni Ottanta e aperture sinfoniche, confronta l’idealismo romantico con il mondo brutale e per certi versi terrificante di oggi. Il suo messaggio? «A comandare il mondo dovrebbero essere i filosofi o i poeti». E se avesse ragione?
Belle, emozionanti e spesso intimiste “chansons” pop: questa la specialità della casa. In linea con la filosofia cantautorale dell’eccentrico e barbutissimo cinquantunenne polistrumentista transalpino: fare musica realista, filosofica, franca e universale. D’altronde. per lui, a seconda dei casi guru illuminato o seduttore edonistico, comporre è come fare arte pura. Come dipingere. Non è da tutti confrontarsi con temi “spessi” come sesso o religione, famiglia, infanzia o politica, senza mai rinunciare ad essere se stessi. Lui ci riesce. Chapeau!

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