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L’estate italiana di Rufus Wainwright

Eccentrico. È uno degli aggettivi che da sempre vengono accostati a Rufus Wainwright. Cinquant’anni, statunitense naturalizzato canadese, ha saputo fondere indie folk e soft glam in una serie di album altamente personali, a partire dal suo omonimo debutto nell’ormai lontano 1998. Cantante, autore e performer di straordinario talento, da allora si è sempre distinto per una strabordante originalità.

Di Luca Testoni

 

Cresciuto ascoltando la lirica (per la cronaca: ne ha scritte due di suo pugno!) e come i Nirvana, ha sempre fatto dischi uno diverso dall’altro. Impossibile cercare di ingabbiarlo in un genere. Anche se in molti, riferendosi alla sua musica, parlano di un gusto spiccato per un pop barocco. Sta di fatto che Rufus è passato dal fare le cover di un live di Judy Garland alla composizione delle musiche per la messa in scena dei sonetti di Shakespeare a Berlino da parte del famoso regista di teatro sperimentale americano Robert Wilson


Figlio d’arte – Loudon Wainwright III e Kate McGarrigle, i suoi genitori, furono cantautori negli anni Settanta -, con il suo ultimo album, “Folkcracy”, uscito nel 2023, Rufus Wainwright ha dato vita ad un viaggio alla riscoperta delle radici musicali che hanno caratterizzato la sua famiglia. Un viaggio impreziosito da numerosi duetti eccellenti: da David Byrne a Sheryl Crow; dalla sorella Martha a Susanna Hoffs della Bangles; da Chaka Khan ad Andrew Bird; da John Legend ad Anohni, già voce del gruppo Antony and the Johnsons.


In Italia lo potremo ascoltare per due concerti “in solo”: il primo appuntamento si terrà il 19 luglio in Salento, a Melpignano, in piazza San Giorgio, nell’ambito di SEI Festival; il secondo, il 20 luglio, sarà invece sul palco del Teatro Romano di Fiesole nell’ambito di Estate Fiesolana. 

Info & Tickets: https://ponderosa.it/artist/rufus-wainwright/

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