Chiamatemi Beth. Beth Orton

 

di Luca Testoni

Tra le chicche della stagione live di Genova c’è sicuramente il concerto di una delle voci più inconfondibili del panorama musicale britannico: Beth Orton.

Sulla scia del suo nuovo album, The Ground Above, il nono in carriera, uscito a fine giugno, la cantautrice originaria del Norfolk e cresciuta nell’East London sarà di scena il 31 luglio, immersa nel verde del grande parco di Villa Bombrini a Genova, nell’ambito del Lilith Festival. Una serata imperdibile, e non solo perché sarà l’unica data italiana dell’estate, tra introspezione, energia e bellezza.

In questi 30 anni, Beth Orton ha cambiato più volte pelle rispetto all’esordio, che risale per l’appunto al 1996, quando diede alle stampe Trailer Park, un capolavoro della prima folktronica, figlio di un periodo in cui collaborava con figure di spicco della scena rave britannica come Andrew Weatherall, i Chemical Brothers e William Orbit, che le valse due candidature al Brit Awards e una al Mercury Prize. Con il successivo Central Reservation virò poi verso sonorità più corpose, influenzate da jazz e soul, mentre il terzo album, Daybreaker, le permise di raggiungere la Top 10 britannica. 

Dopo di allora, non ha mai più raggiunto quel livello di successo commerciale, tuttavia tutti i suoi album sono sempre stati speciali.

Segnata dalle esperienze della vita, ma attenta e misurata, e al contempo ricca di romanticismo e vitalità, con The Ground Above, un disco diretto, potente, che racconta sopravvivenza, trasformazione e libertà creativa e in cui spazia dal cantautorato, all’elettronica al jazz e privilegia una scrittura intimista, dimostra di vivere un periodo di profonda rinascita.

Sul palco, la sua voce, in grado di passare da sussurro a urlo primordiale, guida un live intenso e immersivo, dove ogni brano diventa esperienza emotiva condivisa.

Info & Tickets: ponderosa.it

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