“A Love Supreme” di John Coltrane secondo Dimitri Grechi Espinoza  

di Luca Testoni

Pubblicato da Ponderosa Music Records e ora disponibile su tutte le piattaforme digitali, Meditation on a Love Supreme è l’ultima fatica del sassofonista nato a Mosca ma trapiantato a Livorno dagli anni Settanta, alla testa di un trio del quale fanno parte anche Aziz Şenol Filiz, tra i massimi interpreti contemporanei del flauto neye della musica classica turca, e il contrabbassista fiorentino Guido Zorn.

«Il sassofono è uno strumento fortunato. Risveglia una voce che richiama in profondità: bella, morbida, generalmente piace a tutti e tocca l’anima delle persone. Nel jazz, poi, c’è stato un grande musicista come John Coltrane che ha fatto di questo strumento un richiamo verso la dimensione spirituale. Il suono aiuta le persone a ritrovare una dimensione interiore, non per forza religiosa», ha dichiarato Grechi Espinoza.

Confrontandosi con l’album capolavoro di Coltrane, A Love Supreme, uscito nel 1964, forse il più bel disco dell’intera storia del jazz, almeno nelle intenzioni prova «ad interrogarsi su ciò che questa musica ha ancora da dirci, esplorando nuovi paesaggi sonori senza tradirne l’essenza più profonda».

Dimitri Grechi Espinoza e soci hanno lavorato per sottrazione, nel rispetto della ricchezza espressiva e tecnica dell’originale e della complessità del linguaggio di gemme come Impressions, Naima, Afro Blue e My Favorite Things. Così facendo, «l’album è diventato lo spunto per dire altro. Meglio, per riprendere il discorso di un gigante del jazz come Coltrane sviluppandolo in uno dei modi possibili».

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