Sun Kil Moon, cantautorato in purezza

Mark Kozalek, alias Sun Kil Moon, è di ritorno in Italia per quattro concerti in solitario a novembre. Chitarra acustica e voce.

di Luca Testoni

L’ex leader dei Red House Painters, formazione cult di indie folk-rock di San Francisco lanciata negli ormai lontani anni Novanta dalla mitica label britannica 4AD, sarà sul palco del Barezzi Festival di Parma il 14 novembre, dello Spazio Teatro 89 di Milano il giorno successivo, dell’Auditorium San Rocco di Senigallia il 17 e del Monk di Roma il 18 novembre.


Sarà per la sua mai nascosta passionaccia per la boxe, non è un caso che lo pseudonimo con cui si esibisce si rifaccia al nome di un (vero) pugile sudcoreano, ma per lui il palcoscenico diventa ogni volta come un ring. Dove le sue chitarre si intrecciano con la sua voce dolente, malinconica, ma talvolta anche romantica, esplorando temi di perdita, isolamento e speranza.


È stato detto e scritto che «le sue ballate sono tanto rassegnate quanto universali, tanto umili e introverse quanto metafisiche». In effetti, «la dolce malinconia di questo narratore dal carattere a dire poco difficile nasconde una maestosità per certi versi epica». Non stupisce che, specie in passato, più d’uno abbia evocato paragoni a certo a campioni del cantautorato più riflessivo come Leonard Cohen a Nick Drake, anche se il diretto interessato, classe 1968, ha sempre annoverato tra le proprie fonti di ispirazione John Demver e Cat Stevens.

Info e biglietti su: https://ponderosa.it/artist/sun-kil-moon/

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