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Monfortinjazz 2024, la “grande bellezza” in cinque concerti

Nel cuore delle Langhe del Barolo torna il festival che da quasi mezzo secolo (siamo infatti giunti all’edizione numero 48!) fa di Monforte d’Alba una delle capitali della musica dal vivo dell’estate italiana. In cartellone un pokerissimo di concerti doc, rigorosamente ospitati nei suggestivi spazi dell’Auditorium Horszowski che domina il piccolo borgo piemontese.

Di Luca Testoni

Ad aprire le danze, la sera del 9 luglio, sarà l’estroso e bravissimo bluesman Xavier Amin Dphrepaulezz, per tutti più semplicemente Fantastic Negrito, tre volte vincitore di un Grammy. Il suo ultimo album, “White Jesus Black Problems”, suona come un energico e contagioso mix di blues, funk, r&b, soul, gospel e rock’n’roll, realizzato intrecciando chitarra, basso e batteria con Moog e altri strumenti quali banjo, violoncello e un organo transistor Yamaha degli anni ’60, e combinando suoni vintage e sperimentazione.


Il 14 luglio si cambia musica e continente. Sull’onda del suo nuovo album, “Sonicwonderland”, uscito lo scorso ottobre, approderà nell’antico borgo la giapponese Hiromi, talento di fama mondiale che continua la feconda tradizione di pianisti jazz, da Toshiko Akiyoshi a Makoto Ozone, nati sotto il Sol Levante. Dal disco di debutto, “Another Mind” (2003), il suono di Hiromi Uehara si è evoluto a ogni uscita, erodendo i confini tra jazz e classica, composizione e improvvisazione. «Io suono solo la musica che muove il mio cuore», ha chiarito la propria filosofia la pianista originaria di Shizuoka. Al suo fianco ci saranno Adam O’Farrill alla tromba, Hadrien Feraud al basso e Gene Coye alla batteria.


Marcus Miller sarà l’ospite (con supergruppo al seguito) della serata del 19 luglio. Noto a tutti come “il padre della terza rivoluzione del basso elettrico” dopo Stanley Clarke e Jaco Pastorius, con la sua inimitabile tecnica “slap” ha allargato gli orizzonti del jazz e del funk dando vita ad un suono senza limiti di generi e stili. Per l’occasione, presenterà per la prima volta sul palco alcune delle sue più belle composizioni per il cinema: da “Boomerang” (1992) a “Marshall” (2017); dalle numerose collaborazioni con Disney Studios a quella più recente con Apple per un documentario sulla vita di Sidney Poitier (2022).

Il giorno successivo, il 20 luglio, toccherà a Daniele Silvestri e al suo spettacolo-concerto “Il cantastorie recidivo” nato per celebrare 30 anni di musica. Trent’anni anni durante i quali il cantautore romano ha dimostrato una sensibilità particolare nel raccontare le storie della vita quotidiana, affrontando tematiche sociali e politiche in modo diretto e poetico. Storie che hanno descritto in maniera sincera, ironica e romantica il nostro Paese.


Gran finale il 3 agosto: Mauro Pagani riproporrà dal vivo a 40 anni dalla sua pubblicazione, “Crêuza de mä”, l’album scritto a quattro mani con Fabrizio De André. «Fabrizio ed io lo registrammo nel 1983, ma fu pubblicato l’anno successivo – ha ricordato -. Un album incollocabile nello spazio tempo, sospeso, scevro da tendenze, arcaico, ma sempre attuale».

Info su: https://www.monfortinjazz.it/ 

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