Max Richter: visionario, creativo e… di successo
di Luca Testoni
Ritorna nel nostro Paese per due concerti uno tra i compositori e performer più stimolanti e influenti della scena contemporanea. Uno dei pochissimi in grado di stabilire nuovi standard nella musica da film. Già, perché il musicista e artista anglo-tedesco unisce tecniche di composizione classiche con elementi elettronici, post minimalismo ed emotività.
Per altro, proprio la sua ultima colonna sonora in ordine di tempo, quella realizzata per Hamnet – Nel nome del figlio, il nuovo film della regista premio Oscar Chloé Zhao, e di recente pubblicata da Decca, ha già incassato una candidatura ai Golden Globe 2026. Per altro, in passato ha ottenuto una candidatura all’Oscar per la colonna sonora di Valzer con Bashir.
Restando all’attualità, a febbraio, in occasione del 76° Festival Internazionale del Cinema di Berlino, Richter sarà premiato con la Berlinale Kamera e la sua “laudatio” sarà curata Chloé Zhao.
Due i concerti in programma in terra italiana: il primo sarà il 27 febbraio al Teatro del Maggio di Firenze (città dove fu studente di Luciano Berio); il secondo si terrà l’1° marzo all’Auditorium Parco della Musica di Roma.
Lo show sarà strutturato in due parti ben distinte e vedrà al centro il repertorio solista del compositore affiancato nel panorama contemporaneo a compositori quali Arvo Part, John Adams, Michael Nyman e Philip Glass: se, da una parte, eseguirà le composizioni di The Blue Notebooks, un album epocale con cui ha plasmato la musica classica moderna e che a vent’anni dalla sua uscita continua a raggiungere un nuovo pubblico; dall’altra, passerà in rassegna le composizioni del suo ultimo lavoro da solista, In A Landscape, pubblicato nel 2024.




