JAZZMI 2026, fuori i (primi) nomi!
di Luca Testoni
Lo spiritual jazz di Isaiah Collier, uno dei jazzisti più chiacchierati del momento, o due campioni della chitarra come Bill Frisell e Tommy Emmanuel? Il desert-rock dei maliani Songhoy Blues o il progetto di 2/4 dei Fugazi, storico marchio del punk rock a stelle e strisce? Il ritorno in grande stile di Sergio Cammariere o Nate Smith, polistrumentista e batterista tra più interessanti della scena contemporanea?

Svelata la prima parte del ricchissimo programma che andrà a comporre il cartellone dell’edizione numero 11 di JAZZMI, in programma a Milano dal 22 ottobre all’8 novembre. Un’edizione che si preannuncia nel segno e nel suono della trasversalità, ancora più aperta alla contaminazione rispetto al passato e più attenta a rafforzare le connessioni tra tradizione e innovazione. Tutta roba che fa parte dell’essenza, per non dire del Dna della musica jazz (e dintorni).
Triennale Teatro Milano si conferma quartier generale della kermesse. È qui che la sera del 31 ottobre farà tappa il progetto vede protagoniste le cantautrici Jesca Hoop e Lail Arad, chiamate ad eseguire interpretazioni molto intime del canzoniere di Joni Mitchell. Il 1° novembre toccherà a Nate Smith e al suo sound che spazia con naturalezza tra jazz, R&B e hip hop, mentre il 4 i riflettori saranno puntati su China Moses, cantante figlia d’arte (sua madre è una certa Dee Dee Bridgewater) e il 5 sul duo di jazz minimalista danese composto da Nikolaj Svaneborg (tastiere) e Jonas Kardyb (batteria e percussioni).
Sempre in Triennale, ma il 7 novembre, si sarà il doppio set di Bill Frisell alla testa di un trio del quale fanno parte anche il bassista Luke Bergman e il batterista Tim Angulo (con questa formazione ha inciso l’ultimo album, “In My Dreams”); l’8 novembre invece la Triennale sarà riempita dalle atmosfere cosmiche del sassofono di Isaiah Collier, tra i nomi di punta della nuova scena jazz di Chicago.
Mai sentito parlare di swinging Glasgow? Allora è raccomandatissimo il concerto il 24 ottobre alla Santeria Toscana 31 di Corto.Alto, nome d’arte del giovane compositore, producer e polistrumentista Liam Shortall. Alla testa di un trio spazierà tra improvvisazione jazz, produzione elettronica, dub e riferimenti hip-hop. Stesso luogo, ma il 7 novembre, per The Messthetics, la formazione che mette assieme la sezione ritmica dei punk rocker di Washington DC Fugazi, e cioè il bassista Joe Lally e il batterista Brendan Canty, con il chitarrista Anthony Pirog ed il sassofonista James Brandon Lewis e in cui il mondo rock e quello jazz dialogano tra loro alla grande.
Se il Teatro Dal Verme ospiterà il 30 ottobre l’australiano Tommy Emmanul, forse il miglior chitarrista acustico al mondo; agli Arcimboldi il 4 novembre sarà di scena il virtuoso della tromba e figura di riferimento della scena popolare francese Ibrahim Maalouf, sulla scia dell’album “Trumpets of Michel-Ange”; mentre l’8 novembre (con doppio set) il Conservatorio Giuseppe Verdi farà da cornice al gran ritorno di Sergio Cammariere, che per l’occasione ripercorrerà la sua carriera ventennale, attraverso i suoi brani più noti e alcune composizioni strumentali appartenenti agli album in piano solo.
Nel segno della contaminazione gli show del Circolo Biko: il 23 ottobre largo ai Songhoy Blues, band desert-rock originaria di Timbuktu, Mali; il 30 ottobre toccherà invece al chitarrista svizzero (con padre honduregno) Louis Matute che con il suo Large Ensemble mette assieme jazz e musica dell’America Latina.
Per l’anteprima JAZZMI, il 12 ottobre, all’Alcatraz, e per la prima volta in Italia, si esibirà il quintetto dei Lake Street Dive, paladini di quel misto di funk, pop, rock e new wave che è stato il cosiddetto Minneapolis sound.
Come da tradizione ormai, in abbinamento a JAZZMI, Volvo Studio Milano ospiterà JAM THE FUTURE – Music for a New Planet, il contest per band under 35. Giunto alla sua ottava edizione, cambia format. Ci saranno tre serate live: due semifinali, che vedranno alternarsi dieci band giudicate da due differenti giurie di esperti del settore, e una grande finale riservata solo ai tre migliori progetti. Cuore della competizione sarà il tema “Orizzonti sensoriali”.
Infine, c’è da appuntarsi una data. Quella del 29 maggio. Fino a quel giorno saranno infatti aperte sia la #CALLTOJAZZMI26, call online rivolta a tutte le jazz band che vogliono candidarsi per esibirsi durante JAZZMI, sia la Call Night & Day, per proporre la propria venue con serate, incontri, presentazioni ed eventi a tema jazz.
Per informazioni e candidature per la CALLTOJAZZMI, JAM THE FUTURE e CALL NIGHT & DAY visitare www.jazzmi.it



