Alla Triennale il “Dylan” raccontato e cantato da Guaitamacchi, Van De Sfroos & C.

«Chi ha visto Bob Dylan in concerto deve ritenersi enormemente fortunato. È incredibile il privilegio che abbiamo di vivere nella stessa epoca di un genio assoluto come lui. È come essere contemporanei di Shakespeare. Un’eccellenza vera dell’arte di cui tutta l’umanità deve andare fiera.»

Di Luca Testoni

«Io, Davide, Andrea e Brunella, nel nostro piccolo, ce la mettiamo tutta, tra momenti di racconto, immagini, interpretazioni teatrali e naturalmente canzoni, per omaggiarlo al meglio. Lo hanno definito il “profeta del folk” o il “Picasso del rock”, ed è l’unico premio Nobel per la letteratura in ambito musicale. Che cos’altro volere di più? Eppure, Dylan a 83 anni fa ancora 120 concerti l’anno. Incredibile…». Pensieri e parole di Ezio Guaitamacchi, giornalista, chitarrista e, negli ultimi anni, narratore di cose di musica che il 14 ottobre, al Teatro della Triennale di Milano, porta in scena “Un uomo chiamato Bob Dylan”, l’ultimo suo viaggio sospeso tra parole e musica. Al suo fianco ci sono la fedelissima cantante Brunella Boschetti, Andrea Mirò nelle vesti di direttore musicale e un ispiratissimo Davide Van De Sfroos. Già, perché il cantautore laghée si è calato con grande entusiasmo in un progetto ambizioso ma anche irto di difficoltà data la caratura del menestrello di Duluth le cui canzoni hanno unito tre generazioni di spettatori.
Come ha scritto Ivano Fossati, provare a parlare di Bob Dylan è come girare intorno ai lati di una piramide egizia cercando l’ingresso. Se ti concentri sul poeta e l’intellettuale, compreso il lato esistenziale che è tanta parte della sua storia, tralasci il musicista, e sbagli. Se punti lo sguardo sul suo lavoro artistico e musicale ti perdi per strada metà di lui. E se lo tratti solo da grande rockstar è meglio che lasci perdere.
«Sì, davvero è una personalità artistica unica e la sua riservatezza ossessiva lo rende se vogliamo per certi versi anche misterioso. Noi lo raccontiamo e lo canteremo (proponendo le sue canzoni più famose) sebbene con qualche licenza. Con voci femminili, in chiave acustica e con timbriche originali. E poi c’è Davide, un’autentica scoperta. Un autore bravissimo e velocissimo, che proporrà anche a una cover in italiano», chiosa Guaitamacchi. «Il pubblico che ci segue? Decisamente variegato. La cosa che mi rende più orgoglioso è che in molti ci hanno chiesto se da questo spettacolo faremo un cd o un Dvd. Vuol dire che piace, no?».

Info su: https://ponderosa.it/event/milano-it-114/ 

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