Ibrahim Maalouf suona la tromba del futuro
di Luca Testoni
Se il jazz contemporaneo ha lo sguardo rivolto al futuro il merito è anche di una star della tromba come il franco-libanese Ibrahim Maalouf, di nuovo in Italia per un paio di concerti: il 4 novembre al Teatro degli Arcimboldi di Milano nell’ambito di JAZZMI e due giorni dopo, il 6 novembre, al Teatro Cartiere Carrara di Firenze, per la rassegna H/Earthbeat.
«A lungo ho avuto questo sogno: poter suonare assieme ad altri trombettisti con la tromba a quattro valvole inventata da mio padre Michel e che ha la particolarità di suonare i quarti di tono», ha raccontato il celebre musicista, compositore e arrangiatore, oggi quarantacinquenne. «Alla fine, ci sono riuscito. Ho progettato questa rivoluzionaria tromba grazie alla collaborazione con un paio di liutaii e Antoine Courtois del gruppo francese Buffet Crampon e ora mi esibisco con una sezione di trombettisti che hanno imparato a suonare con questo strumento ribattezzato T.o.m.a.».
Assieme a Ibrahim Maalouf, sul palco durante il tour italiano, ci saranno infatti i “colleghi” di tromba Nizar Ali, Yacha Berdah, Yvan Djaouti e Manel Girard.
A completare l’ensemble anche Mihai Pîrvan (sassofono); François Delporte (chitarra elettrica); Mohamed Derouich (chitarra acustica); e Julien Tekeyan (batteria e percussioni).
Il suo ultimo album in studio, “Trumpets of Michel-Ange Vol. 2”, rappresenta l’ideale continuazione del progetto inaugurato con il primo volume ed è fondato per l’appunto sull’uso della tromba a quarto di tono per unire sistemi tonali occidentali e quelli arabi.
«La considero una grande avventura sonora in un universo dove folklore e modernità si fondono in un’unica visione», ha chiosato Ibrahim Maalaouf. Un universo in cui c’è spazio per jazz, pop, influenze afrocubane, brasiliane, dell’Africa occidentale, mediorientali e flamenco.
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