Gilsons + Selton = Notte Brasil a Villa Arconati

di Luca Testoni
Di nome fanno José, Francisco e João, Di cognome Gil. Tutti e tre. Sì, perché i Gilsons, tra le realtà più intriganti della nuova musica MPB (Musica Popolare Brasiliana), sono rispettivamente figlio e nipoti di Gilberto Gil, il fondatore del movimento tropicalista alla fine degli anni Sessanta che, insieme a Caetano Veloso, contribuì a rivoluzionare il linguaggio musicale del Brasile.
Ammirati la scorsa primavera in Italia come componenti della formazione che accompagnava l’ex ministro della Cultura verdeoro, i Gilsons si esibiranno il 15 luglio nella splendida cornice di Villa Arconati a Castellazzo di Bollate nell’ambito dell’omonimo Festival. Con loro, la stessa sera, in qualità di supporter, i connazionali Selton. Brasiliani di Porto Alegre, ma milanesi d’adozione, i Selton, che furono scoperti una quindicina di anni fa da da Fabio Volo all’epoca del programma tv “Italo(Spagnolo)”, presenteran
Anche i Gilsons sono freschi reduci dal secondo album in carriera, “Eu vejo luz em maior proporção do que eu vejo a escuridão” (traducendo: Vedo più luce che oscurità). Una decina di canzoni inedite in tutto, arricchite, per la prima volta, da collaborazioni. Tra queste, quelle di Arnaldo Antunes, la famiglia Veloso (Caetano, Moreno e Tom), Narcizinho degli Olodum e la polistrumentista gambiana Sona Jobarteh.
Nell’album c’è spazio sia per canzoni che abbracciano l’identità già riconosciuta dei Gilsons, con chitarre, armonie solari e profonde radici nella MPB, sia per brani che espandono l’universo ritmico e incorporano elementi contemporanei.
Sarà l’ultimo concerto dell’edizione 2026 del Festival di Villa Arconati. Data l’occasione Gilsons e Selton potrebbero alla fine decidere di condividere lo stesso palco. Sarebbe bello, no?
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