Luciano Linzi: «JAZZMI, ecco le mie dritte»
di Luca Testoni
«Undici anni fa quando abbiamo iniziato, io e Titti Santini c’eravamo proposti l’obiettivo di riannodare i fili che legano la musica jazz a Milano e penso ci siamo riusciti. Ancora oggi continuiamo a mantenere tutti gli ingredienti di quella che era l’idea in origine e, cioè, di realizzare un festival di jazz contemporaneo e apertissimo su tutti i fronti: capace di guardare alla storia di questa musica, ma con occhi attenti sugli sviluppi più recenti, le evoluzioni e le sue contaminazioni».

Luciano Linzi, uno dei due direttori artistici, sintetizza così la filosofia alla base di JAZZMI, da tempo ormai il più grande festival jazz del capoluogo lombardo, una manifestazione prodotta da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano e con il contributo del Ministero della Cultura e del Comune di Milano.
In un ipotetico viaggio attraverso il meglio dell’edizione 2026, Linzi prende le mosse dalla celebrazione dei centenari (della nascita) di due autentici colossi del jazz del Novecento: «Quest’anno John Coltrane e Miles Davis avrebbero compiuto 100 anni. Come hanno fatto un po’ tutti i programmi dei grandi festival, anche noi abbiamo deciso di ricordare i due anniversari, sebbene con eventi che hanno declinazioni molto diverse tra loro», avverte.
Tutto su Miles Davis
«Segnalo un tributo vero e proprio: quello realizzato da Paolo Fresu e dal suo quintetto. Il 29 ottobre al Teatro Lirico Giorgio Gaber riproporranno dal vivo la celeberrima colonna sonora di “Ascensore per il patibolo” di Louis Malle, mentre sullo schermo scorreranno le immagini del film. Fu la prima colonna sonora incisa da Davis e segnò una svolta nella sua ricerca. Infatti, registrò i brani in studio di fronte alla proiezione del film, creando un legame fortissimo fra suono e immagini. Riproporremo, inoltre, il 5 novembre a Triennale Teatro, l’originale rilettura del capolavoro di Miles e Gil Evans “Sketches of Spain” curata dal virtuoso ballerino di flamenco Israel Galvan e dal trombettista Michael Leonhart. Saranno presentati due libri a tema: la nuova edizione dell’autobiografia di Miles Davis con la prefazione di Paolo Fresu (Linzi ne parlerà con Fabrizio Bosso, Nick The Nightfly e Daniele Di Gennaro alla Libreria Birdland il 22 ottobre, ndr) e quella di “Esercizi di Metamorfosi /Le molte vite di Miles Davis” di John Vignola (all’AEdicola di Lambrate il 24 ottobre). Infine, al Cinemino Noise, il nuovo spazio polivalente che occupa gli spazi che fino a 15 anni fa erano delle Scimmie, sarà visitabile la mostra con gli 11 ritratti del fotografo Luciano Viti. Miles Davis si concesse per un servizio posato al termine della sua esibizione al PalaEur di Roma nel 1987».
Tutto su John Coltrane
«Iniziamo con il doppio tributo del primo novembre: alla Triennale Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Şenol Filiz e Guido Zorn presenteranno dal vivo “Meditation on a Love Supreme”, un progetto che parte dal capolavoro di Coltrane per interrogarsi sull’attualità della sua forza spirituale; mentre all’ADI Design Museum ci sarà un tributo dal titolo “Dear Trane” del quartetto del chitarrista Sandro Fazio featuring il sassofonista Francesco Bearzatti. In più ,segnalo anche altri due concerti che sono indirettamente un tributo a Coltrane da parte di due sassofonisti che ne hanno ereditato spirito e amore per la ricerca. Mi riferisco a James Brandon Lewis, che con il progetto The Messthetics, in cui militano anche il bassista e il batterista dei Fugazi, fa dialogare jazz e avanguardia rock (il 7 novembre alla Santeria Toscana 31); e al tenorista Isaiah Collier, una delle più brillanti espressioni dalla nuova scena jazz di Chicago (l’8 novembre alla Triennale)».
Un caleidoscopio di proposte
«La forza di JAZZMI, lo ripeto, sta nel dare spazio al jazz, che è per sua natura inclusivo e si apre e si rigenera nella combinazione con altri generi, altre sonorità», continua Luciano Linzi. «Mi vengono in mente le contaminazioni world music di progetti come L’Antidote (il 22 ottobre alla Santeria Toscana 31) o afro come quelli di Rokia Traoré (il 27 ottobre all’Alcatraz) o del sassofonista Idris Ackamoor, una delle voci più autorevoli del jazz spirituale e afrofuturista (il 29 ottobre da Biko Milano con i Pyramids). Ma anche il new soul di Judith Hill (il 30 ottobre per due set al Blue Note) e il progetto della promettentissima Momoko Gill che, dopo le collaborazioni con Alabaster DePlume e Shabaka Hutchings, si è messa in proprio contaminando canzone d’autore, jazz, elettronica ed ambient (Biko Milano il 7 novembre). Senza dimenticare, il 24 ottobre alla Santeria Toscana 31, lo scozzese Corto.Alto, una delle figure di riferimento del nuovo jazz britannico, e il progetto tra ambient, sperimentazione elettronica e folk del tastierista degli islandesi Sigur Rós Kjartan Sveinsson (ospitato all’Auditorium San Fedele il 28 ottobre), a riprova che ormai i confini tra i generi diventano sempre più labili e le musiche sono sempre meno etichettabili».
Batteria jazz sugli scudi
«La batteria è uno strumento centrale del jazz, ne è il cuore anche perché ne determina il ritmo propulsivo. Per questo mi fa piacere segnalare i concerti di due batteristi leader e compositori: il primo novembre sarà alla Triennale per un doppio set di Smith, già al fianco di Dave Holland e Chris Potter. Fresco vincitore di due Grammy Awards, porterà dal vivo il pluripremiato “LIVE-ACTION”, con il quale mescola il jazz al soul all’hip-hop, privilegiando composizioni ritmiche molto avanzate e fuori dal comune. Due giorni dopo, il 3 novembre, toccherà a un altro vincitore di Grammy, lo spettacolare Louis Cole, in duo alla Triennale con il contralto David Binney».
Per tutti i gusti
«Basta scorrere il cartellone per rendersi conto che ce n’è davvero per tutti i gusti e il cartellone è davvero molto ricco», insiste Linzi. «Per esempio, come si fa a non citare il ritorno a JAZZMI di una grande voce come Gregory Porter (di scena il 3 novembre all’Alcatraz). E a proposito di voci, segnalo i concerti di Dee Dee Bridgewater (il 5 novembre doppio set al Blue Note) e di sua figlia China Moses (il 4 novembre alla Triennale), che ha dimostrato di non essere assolutamente da meno rispetto alla madre. A proposito di grandi voci, saranno a Milano anche la bravissima Yazmin Lacey, tra jazz e soul (il 29 ottobre in piazza Liberty zona Apple Store); i Take 6, il più grande gruppo a cappella al mondo (per loro doppio set al Blue Note il 7 novembre) ;e Nick the Nightfly, che sempre al Blue Note (ma il 27 ottobre) canterà i successi di due pilastri della musica d’autore, del jazz e del blues americano come Oscar Brown Jr. e Mose Alliso, dei quali cade il centenario della nascita».
Made in Italy
«Da sempre JAZZMI ha riservato molto attenzione al jazz italiano», conclude il direttore artistico. «Tra le chicche di quest’anno segnalo il quartetto di Fabrizio Bosso (per lui doppio set al Blue Note il 22 ottobre), la rievocazione di Enrico Intra del suo album con Gerry Mulligan degli anni Settanta (alla Triennale il 31 ottobre), Gaetano Liguori che ripropone il suo storico Idea Trio, una formazione dall’approccio fortemente di ricerca (sempre in Triennale e sempre il 31 ottobre) e il sassofonista-clarinettista di origini sarde Enzo Favata, il cui ultimo lavoro alla testa del quintetto Atlantico, che ha riunito a decenni di distanza e con cui mescola jazz a sapori di musica del mondo, è stato pubblicato dalla prestigiosa etichetta discografica tedesca ECM (alla Triennale il 7 novembre). Da segnalare, infine, anche il ritorno della raffinata canzone d’autore venata di jazz con le voci di Sergio Cammariere (l’8 novembre al Conservatorio) e di Chiara Civello (il 6 novembre al Volvo Studio in coppia con Cristiano Crisci, alias Clap! Clap!».
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