
L’Antidote
BIO
Il percussionista di origini iraniane Bijan Chemirani ha imparato a suonare lo zarb da suo padre, Djamchid Chemirani, e da suo fratello, Keyvan. La sua carriera è iniziata in tenera età, esibendosi in concerti e registrando con musicisti di fama mondiale quali Ross Daly, Dariush Talai, Ballaké Sissoko, Jean-Guihen Queyras, Sylvain Luc, Sting, Socrates Sinopoulos, Serge Teyssot-Gai, Renaud Garcia Fons e molti altri. All’età di ventidue anni ha registrato il suo primo album, Gulistan, Jardin des Roses, ad Atene e Marsiglia, insieme a Ross Daly.
Di origini libanesi, Rami Khalifé è nato a Beirut nel pieno dei tumulti della guerra civile libanese. Sebbene sia noto soprattutto per la sua reinterpretazione della musica classica, si è esibito come solista al fianco di alcune delle orchestre più prestigiose al mondo, tra cui la Globalis Orchestra, la Qatar Philharmonic Orchestra e la Liverpool Philharmonic Orchestra. Grazie a uno stile tanto eclettico quanto audace, Rami si è affermato come uno dei giovani compositori più influenti del XXI secolo. La sua carriera lo ha portato anche a comporre colonne sonore per film e documentari. Il Daily Star lo ha descritto come «un musicista di altissimo calibro e di pura espressività… una gradita deviazione sperimentale dalla norma nell’odierno mondo relativamente conformista della composizione classica».
Nato in una famiglia di artisti, il violoncellista e compositore albanese Redi Hasa ha iniziato a studiare il violoncello all’età di sette anni. Il suo primo album da solista, *The Stolen Cello*, lo ha visto confrontarsi con lo strumento a un livello intimo, instaurando un legame profondo che traspare in ogni brano del disco. Il suo secondo album in studio, My Nirvana, esplora un viaggio di scoperta e introspezione nel “cuore grunge” del suo approccio musicale, rendendo omaggio a una band che lo ha profondamente influenzato. Nel corso della sua carriera ha collaborato con Kočani Orkestar, Boban Marković, Bobby McFerrin, Paolo Fresu e, dal 2012, è membro della band di Ludovico Einaudi.
discography
L’Antidote
Improvvisazione e libertà: «A ben vedere, è proprio la libertà a caratterizzare maggiormente l’album», puntualizzano i tre musicisti. «Nessuna barriera. Nessun confine. Nessuna scatola. La musica si muove in molte direzioni, ma senza filtri. È davvero autentica, ed è questo che la rende potente: per chi ascolta, ma anche per noi sul palco».
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