A dieci anni da “Il mondo è come te lo metti in testa” Truppi torna con uno speciale tour

Di Luca Testoni

È stato l’anno di “Infinite possibilità di esseri finiti”, l’ultimo disco di inediti di Giovanni Truppi, un lavoro per la quale la critica non ha lesinato elogi. Merito di un approccio al cantautorato caratterizzato da un eclettismo e di uno sguardo estremamente lucido sul presente. 

 

Ma il 2023, ormai prossimo ad andare in archivio, sarà anche ricordato come l’anno della rilettura dal vivo, nel decennale dalla pubblicazione, dell’album numero due della discografia del “menestrello” napoletano, vale a dire “Il mondo è come te lo metti in testa”. Truppi e Marco Buccelli, suo storico compagno di avventure musicali, nonché suo concittadino (anche se da tempo riparato in quel di Brooklyn, dove una coltiva una carriera nell’ambito della sperimentazione applicata al rock), hanno infatti in serbo otto concerti speciali. 

In duo con il batterista-produttore, Truppi, che ha dato alle stampe per la prima volta ad un’edizione in vinile di “Il mondo è come te lo metti in testa”, si esibirà, nell’ordine, il 2 dicembre dal Cinema Teatro Magda Olivero a Saluzzo (in provincia di Cuneo); il 4 al Monk a Roma; il 6 all’Hiroshima Mon Amour a Torino; il 10 all’Eremo Club di Molfetta (Bari), il 12 alla Santeria Toscana 31 a Milano; il 14 al Locomotiv di Bologna; il 15 al The Cage a Livorno; e, gran finale, il 16 al Teatro Bolivar a Napoli.

«Per la maggior parte delle persone che mi seguono, “Il mondo è come te lo metti in testa” è il primo disco che ho fatto, anche se il mio esordio risale a tre anni prima (e si intitola “C’è un mondo dentro di me”). Questo equivoco mi sembra molto logico perché è lì che, per la prima volta, ho trovato me stesso e ho scoperto che le canzoni potevano essere un esercizio di libertà», ha raccontato Truppi.

«Nel 2013, dopo tanti concerti e parecchio lavoro, abbiamo deciso di registrare il disco in presa diretta, in una settimana, Marco Buccelli – che lo ha anche prodotto – e io: voce, chitarra, batteria e un paio di pezzi al piano.  Lo abbiamo pubblicato da soli con un’etichetta fondata da Marco negli Stati Uniti e un’altra che avevo completamente inventato qua in Italia, che non a caso si chiamava I Miracoli. Sono passati dieci anni e Marco ha firmato la produzione di tutti i dischi che ho fatto, ma praticamente non suoniamo in duo da allora. Perciò, sono molto felice che la pubblicazione di questo vinile ci dia modo di festeggiare dieci anni di quell’esperienza e di lavoro insieme, ma soprattutto sono felice di suonare con lui. Raramente nella vita ci sono occasioni in cui mi sento così libero».

Per tutte le info e le prossime date: https://ponderosa.it/artist/giovanni-truppi/

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