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The Jesus and Mary Chain, la festa dei 40 anni è all’Alcatraz di Milano

Di Luca Testoni

Lo hanno ammesso anche loro. Quando alla metà degli anni Ottanta si esibivano nei loro concerti, una mezzora scarsa di show incendiari, ai tempi del tumultuoso e sovversivo album di debutto “Psychocandy”, un’apoteosi di riverberi di chitarre elettriche distorte, melodie alla Beach Boys, liriche scandite con noia, rabbia e rumore caotico, se qualcuno gli avesse detto che 40 anni dopo sarebbero stati ancora on the road, i due burberi fratelli Reid, Jim e William, lo avrebbero mandato a quel paese.

D’altronde, i Jesus and Mary Chain, suonavano un noise-pop come una bomba che non smetteva mai di esplodere e con un’urgenza che evocava la prima stagione del punk. 

E invece… E invece la band scozzese, cresciuta ad ascolti a dosi industriali di Velvet Underground e Suicide e che ha fatto da apripista alla scena shoegaze britannica, ce la ritroviamo a festeggiare alla grande il quarantesimo anniversario di attività. Attività fatta di alti e bassi, di incomprensioni tra i due fratelloni – uno dei quali vive negli Stati Uniti, mentre l’altro è rimasto in patria – e caratterizzata da un lungo periodo di assenza nel primo decennio del nuovo millennio. Sta di fatto che il 2024 (a 40 anni esatti dal primo singolo pubblicato, “Upside Down”) promette di essere un anno indimenticabile per i fan del gruppo originario di Glasgow. Con un tour mondiale che farà tappa per un’unica tappa italiana all’Alcatraz di Milano, il prossimo 17 aprile. Ma non solo. Già, perché il tour è collegato a doppio filo all’uscita del loro ottavo album in studio, “Glasgow Eyes”, una dozzina di brani incisi nel Castle Of Doom studio dei concittadini Mogwai, anticipati dal singolo “Jamcode”, in cui il suono inconfondibile della chitarra di William Reid flirta con un sorprendente utilizzo dell’elettronica.

Oltre all’album, è già pronta (in agosto) una autobiografia, scritta con il giornalista musicale Ben Thompson, dal titolo “Never Understand: The Story of the Jesus and Mary Chain”. E l’anno potrebbe chiudersi (ulteriormente) in bellezza con l’uscita di un documentario.

Info & Tickets: https://ponderosa.it/artist/the-jesus-and-mary-chain/

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