La prima volta al Festival di Giovanni Truppi

Giovanni Truppi

01.02.2022, di Luca Testoni

Grande attesa domani sera, seconda giornata del Festival di Sanremo, per il debutto di Checco Zalone che, oltre a un monologo, potrebbe portare una canzone scritta per l’occasione. Ma cresce l’attesa anche per un altro esordio eccellente: la prima volta sul palco dell’Ariston da concorrente di Giovanni Truppi, tra le voci migliori e singolari della canzone d’autore di oggi.

«Partecipare a qualsiasi costo a Sanremo non è mai stato in cima ai miei desideri, ma mi sembra che il brano che interpreterò abbia un’identità forte che possa confrontarsi con questo contesto rappresentando a pieno me e la mia idea di canzone», ha dichiarato Truppi parlando a proposito della sua avventura sanremese sulla scia di “Tuo padre, mia madre, Lucia”, l’inedito che canterà accompagnato dall’orchestra.

Se il buon giorno si vede dal mattino, si può dire che la canzone scritta assieme ai collaboratori storici Marco Buccelli e Giovanni Pallotti (e alla quale hanno dato un contributo anche Pacifico e Niccolò Contessa, meglio noto con l’alter ego I Cani) sembra essere accompagnata da una buona stella. È freschissima la notizia che il cantautore napoletano ha ricevuto per la sua nuova canzone il Premio Lunezia. La motivazione dietro il prestigioso riconoscimento: «Truppi ha il merito di raccontare un’Italia solo apparentemente minore e perfettamente contemporanea. Dimostrando che è possibile essere un artista indipendente. Anche a quarant’anni. Anche al Festival di Sanremo». Un ottimo inizio, no?

Tra l’altro, il nuovo brano, sarà la chicca dell’antologia “Tutto l’universo”, un viaggio in 15 canzoni nell’arte e nella musica di Truppi dal 2010 ad oggi in uscita il 4 febbraio su tutte le piattaforme digitali e in formato cd per Virgin Records/Universal Music Italia (il 4 marzo uscirà invece una versione in doppio vinile).

Comunque vada sarà una settimana speciale per il buon Giovanni. E, lo ribadiamo, ricca di prime volte. Chi altri può dire di aver portato per l’ormai tradizionale rito delle interpretazioni all’Ariston il grande Vinicio Capossela? L’appuntamento è per venerdì sera quando l’inedita accoppiata svelerà la propria versione, intensa rivisitazione di “Nella mia ora di libertà”, un brano importante che chiude da par suo il concept-album di Fabrizio De André “Storia di un impiegato” datato 1973.

Vinicio Capossela & Giovanni Truppi

«Giovanni è un artista fedele alla sua idea di musica, ed è un musicista, al punto da portarsi sul palco il pianoforte modificato che si è auto-costruito. Mi piace il modo in cui porta avanti la sua idea di canzone d’autore. È un outsider», ha detto di Truppi il buon Vinicio. «Abbiamo diversi amici e collaboratori in comune, che si sono rivolti a me affettuosamente come a un vecchio zio. La musica è una lunga fila di gente che si passa il secchio per spegnere un fuoco lontano, ho pensato che potevo dare una mano a passare il secchio…».

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