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Electric Sound Studio
 
 
ELECTRIC SOUND STUDIO
Il pianeta ci ascolta

Un progetto di Volvo
A cura di Ponderosa Music & Art
In collaborazione con BAM - Biblioteca degli Alberi Milano

Il pianeta ci ascolta.
C’è una elettricità speciale nell’aria: l’impegno sostenibile della elettrificazione Volvo e la scossa vibrante della grande musica elettronica finalmente insieme. Due mondi che si intrecciano all’“Electric Sound Studio”, il grande appuntamento organizzato nella suggestiva cornice del Volvo Studio Milano dal 14 febbraio al 28 maggio 2020. Quattro appuntamenti a ingresso libero con icone della musica elettronica internazionale, un’occasione unica per dare spazio all’energia nella sua forma più pura ed emozionante.

SAVE THE DATE
14.02 – ore 22.00 | DADDY G (Massive Attack) – Volvo Studio Milano SOLD OUT
18.03 – ore 22.00 | ANDY_BLUVERTIGO – Volvo Studio Milano
22.04 – ore 22.00 | ANDY SMITH (Portishead) – Volvo Studio Milano
28.05 – ore 21.30 | PLANET FUNK – BAM – Biblioteca degli Alberi Milano

Ingresso libero, prenotazione obbligatoria al seguente link http://bit.ly/2UjVyjD

DADDY G
Tra i padri spirituali del trip hop, Grant Marshall in arte Daddy G ha avviato la sua carriera nella Bristol d’inizio anni Ottanta co-fondando il Wild Bunch Sound System, collettivo da cui sarebbe poi nata una delle band più importanti dell’ultimo trentennio, i Massive Attack. Innovatore e protagonista di una stagione memorabile della scena elettronica britannica, frutto della commistione tra hip hop, dub, techno, house, Marshall è tutt’oggi impegnato con i Massive: lui e il suo socio Robert “3D” Del Naja, unici due membri fondatori rimasti nel gruppo, saranno di nuovo in tour nel 2020. Ma puntando sulla sua raffinata quanto sconfinata cultura musicale e su una riconosciuta abilità tecnica Daddy G gira i migliori club del mondo anche come deejay. È in questa veste che nel 2004 ha pubblicato una compilation di successo - interessante viaggio che da Tricky conduce ad Aretha Franklin passando per Les Négresses Vertes - per la rinomata serie “Dj-Kicks” targata !K7. Ed è in questa veste che da tempo propone set contemporaneamente ipnotici ed esplosivi, con cui rende omaggio alla musica che lo ha formato artisticamente. È la storia dell’elettronica che scende in pista: un incrocio di dub e reggae, soul e vintage funk, deep house, dubstep e breakbeat assolutamente irresistibile e contagioso. Alla consolle Daddy G, classe 1959, torna il ragazzino che era quando iniziò a mixare i primi dischi ispirato dal fidanzato dj di sua sorella maggiore: si diverte a far dialogare i suoi dischi preferiti e rimescola ritmi e suggestioni sonore con la forza di un guru.

ANDY_BLUVERTIGO

Musicista, pittore, deejay. Personaggio poliedrico, Andrea Fumagalli è noto per la sua carriera nei Bluvertigo di Marco “Morgan” Castoldi, band che ha raggiunto l’apice del successo negli anni Novanta e che ha fatto di un synth pop tinto di new wave e di glam, imbevuto di amore per David Bowie, Franco Battiato e i Depeche Mode, il suo marchio di fabbrica. Sono le stesse passioni e influenze musicali che il 48enne brianzolo porta in scena quando seleziona brani nei club e nei locali dello Stivale come Andy Fluon, pseudonimo che rimanda sia al nome del suo laboratorio creativo ricavato in un'ex fabbrica tessile in quel di Monza, sua città natale, sia ai colori fluorescenti che contraddistinguono i suoi dipinti ispirati alla pop art di Andy Warhol e Roy Lichtenstein, ma anche alla cultura manga e agli anni Ottanta. Un linguaggio che il nostro - alle spalle una specializzazione in illustrazione e grafica pubblicitaria presso l’Accademia delle Arti Applicate di Milano - utilizza anche nella decorazione di oggetti di design, vestiti e accessori fashion, mobili e strumenti musicali. Il tutto con uno stile che negli anni gli è valso preziose collaborazioni con marchi quali Coveri, Carlsberg, Too Late, Iceberg, Redbull, Fiat. Polistrumentista in grado di passare dalle tastiere al sax ai synth (il suo preferito è il Roland Juno 60), votato alla ricerca, alla sperimentazione e alla multidisciplinarietà, Andy ha anche una tribute band, The White Dukes, dedicata al repertorio bowieano. E con i suoi look eccentricamente iconici si diletta da tempo al mixer con coinvolgenti dj-set tra elettropop, new wave e alternative, in cui il suo gusto Eighties si intreccia con uno sguardo sempre curioso sulla realtà musicale contemporanea.

ANDY SMITH
Raccontare la carriera di Andy Smith significa ripercorrere la storia del trip hop e celebrare uno dei pionieri di questo genere nato a Bristol, genere che a colpi di ritmi rallentati e atmosfere fumose ha permeato la scena musicale anni Novanta per poi influenzarne le successive evoluzioni in ambito elettronico. Famoso come “dj dei Portishead” per la fortunata collaborazione portata avanti con la band di Beth Gibbons e Geoff Barrow all’epoca dei primi due album “Dummy” e “Portishead”, il musicista britannico non ama particolarmente quest’etichetta, frutto di una sintesi che non dà conto delle molteplici attività che nel tempo lo hanno reso un autentico alchimista del groove. Attivo dal ’79, procacciatore di campionamenti anche per i Prodigy, autore nel ’98 di un mix-cd seminale come “The Document”, Smith si è affermato come produttore underground e con il collega Scott Hendy alias Boca 45 ha dato vita al progetto Dynamo Productions pubblicando nel 2003 “Analogue”, acclamato disco in bilico tra hip hop, soul e funk old school (la prestigiosa rivista inglese “Mojo” gli assegnò il massimo dei voti). Ascoltare queste opere significa tuffarsi nell'universo sonoro di un musicista che è anche un deejay dalla conoscenza enciclopedica, tecnicamente tra i migliori su piazza. Le sue selezioni alla consolle danno voce al suo amore per artisti quali Grandmaster Flash, James Brown, The Jungle Brothers e spaziano dal northern soul al funk, dal reggae al boogie, dal rhythm’n’blues anni Cinquanta alla early house: generi caldi, riletti con grande sapienza attraverso campionamenti e strumenti acustici registrati in analogico sui quali si innestano scratch e beat di matrice hip hop.

PLANET FUNK
Nati nel 1999, da vent’anni i Planet Funk si muovono sulla scena elettronica e dance italiana e internazionale. Fondato dai tastieristi Marco Baroni e Alex Neri con il bassista Sergio Della Monica e il chitarrista Domenico Canu, il gruppo è esploso nel 2002 con l’hit “Chase The Sun”, singolo dall’album di debutto “Non Zero Sumness” diventato un successo anche fuori dai confini italiani: tra le altre cose conquistò il quinto posto nella top ten britannica. Lì la voce era di Sally Doherty, tra gli svariati cantanti con cui il collettivo ha collaborato dagli esordi a oggi: si va da Raiz (Almamegretta) a Jim Kerr (Simple Minds), da John Graham ad Alex Uhlmann fino a Dan Black, ex leader degli inglesi The Servant. Performer carismatico, quest’ultimo è tornato di recente a lavorare con i Planet Funk per “All On Me”, brano uscito nel dicembre 2018: una canzone che ricalca lo stile energico, tra house e rock, che ha reso celebre una band dal percorso non certamente lineare, segnata dalla scomparsa, sempre nel 2018, del bassista Della Monica, uno dei suoi membri fondatori. Nel mezzo ci sono state tante collaborazioni - nell’elenco anche Jovanotti e Giuliano Sangiorgi dei Negramaro -, e ancora brani piazzati negli spot pubblicitari di aziende quali Coca Cola, Hyundai, Reebok, Wind, altri inclusi nelle colonne sonore di film e videogiochi. Ora, in attesa di un nuovo disco che vedrà la luce prossimamente, è il momento di godersi la musica dei Planet Funk in formato live-set, con Baroni e Neri affiancati al microfono dallo stesso Black: il risultato sono show ad alto tasso adrenalinico, incentrati su una trascinante miscela di suoni e visual.
LINEUP
DADDY G (Massive Attack)
ANDY_BLUVERTIGO
ANDY SMITH (Portishead)
PLANET FUNK