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Balanescu Quartet

Torino – IT

  • 21.12.2023
  • 21:30
  • Folk Club
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Bio

L’acutezza nello scorgere il simile nel diverso; la delicatezza, la lucidità e la poesia con cui, unendo tasselli di musica e tradizione, è capace di trasporre in musica la storia di un popolo e di coinvolgere il pubblico in un vero e proprio viaggio che dalle feste paesane dell’Est conduce al cospetto dei robot e delle luci dell’Occidente… queste sono le mirabili abilità che fanno di Alexander Bălănescu uno dei maestri assoluti della musica popolare contemporanea. Compositore prolifico e tra i violinisti più visionari ed emozionanti del nostro tempo, Bălănescu rigetta le divisioni tra i diversi ambiti musicali e la sua levatura lo porta a collaborare con Michael Nyman, Gavin Bryars, David Byrne, Kraftwerk, Pet Shop Boys, Jack De Johnette, Ornette Coleman, John Surman, ad apparire come guest in “Big Bang Theory” di Carla Bley, come in album di Goldfrapp, Gianna Nanini, Malika, To Rococo Rot, Stateless, Spiritualized, Rabih Abou Khalil, The Pet Shop Boys, Depeche Mode, Kate Bush e Grace Jones. Il Balanescu Quartet nasce nel 1987 in Romania dall’idea del virtuoso Bălănescu. La formazione ricrea il classico quartetto d’archi, ma con un’idea originale: adattare la forma tradizionale della formazione ad un repertorio il più possibile ampio e variegato. L’obiettivo ultimo del Balanescu Quartet è quello di avvicinare la musica classica alla contemporaneità, sia a livello musicale che di pubblico. Eclettismo è la parola chiave: il quartetto si esibisce in arrangiamenti di brani di artisti già noti ma molto lontani dallo stile della musica da camera.  Il loro repertorio spazia dalla musica pop elettronica dei Depeche Mode, dei Kraftwerk (celeberrime le trasposizioni del Quartet dei brani “The Robots”, “The Model”, “Autobahn”, “Computer Love” e “Pocket Calculator“) o degli Yellow Magic Orchestra, alle riletture di artisti più di nicchia come Michael Nyman, i Pet Shop Boys, John Lurie o Kate Bush. Questo è quanto è contenuto nel loro primo album “Possessed” del 1992, i cui brani riarrangiati vengono tuttora riproposti dal Quartetto nei concerti dal vivo. Altro punto di forza del Balanescu Quartet è il crossover creato con la musica popolare dell’Europa dell’Est, che lo rende un esperimento totalmente innovativo nel panorama musicale. Dopo il primo tour in Romania, Alexander Bălănescu, mente creativa e compositore del quartetto, riscopre il fascino della musica popolare della sua terra d’origine, decidendo di unirlo alle sonorità della musica classica. Questa commistione di generi dà vita a “Luminitza” (1994). Nel 1995 il Quartet compone la colonna sonora del film “Angels & Insects” di Philip Haas, mentre nel 1997 collabora con il gruppo rock inglese Spiritualized per l’album “Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space”. Nel 2000 il quartetto cura la colonna sonora del film “Il Partigiano Johhny” di Guido Chiesa, tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio. L’amore del gruppo per la musica popolare rumena e per la figura della cantante Maria Tănase, definita la ‘Edith Piaf di Bucarest’, porta alla realizzazione di uno spettacolo incentrato unicamente sulla figura della cantante. Si tratta del progetto “Maria T.” a cui collabora l’austriaco Klaus Obermaier, stravagante artista e musicista elettronico che fonde musica e immagini video nei suoi spettacoli e ideatore di numerose opere multimediali e crossmediali. Dal progetto, nel 2005, nasce un album omonimo e lo spettacolo viene presentato anche in Italia, al teatro Piccolo Regio di Torino, nel novembre dello stesso anno. Dopo aver curato nel 2012 la colonna sonora del film “Diaz – Don’t Clean Up This Blood” di Daniele Vicari, il Balanescu Quartet torna nel 2020 con una collaborazione per l’album “Forever” di Francesco Bianconi, frontman della band italiana Baustelle. Il Quartet cura l’arrangiamento degli archi in alcuni brani dell’album come “Il bene”, “L’abisso”, “Go!”, “Fàika Llìl Wnhàr”, “Zuma Beach”, “Certi Uomini”, “Assassinio dilettante” e “Forever”.

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