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Ryuchi Sakamoto | Opus

Martina Franca (TA) – IT

Bio

L’ultimo regalo di Sakamoto al suo pubblico, il film-testamento diretto dal figlio Neo Sora: una celebrazione della vita e del lavoro del leggendario compositore 

Il film-testamento diretto da Neo Sora, figlio di Sakamoto, e presentato in anteprima all’80sima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia racconta l’ultimo concerto del Maestro e rappresenta una celebrazione della vita e del lavoro del leggendario compositore. Si tratta dell’ultimo regalo che Sakamoto, che si è spento il 28 marzo del 2023, ha voluto preparare per il suo pubblico.

Dall’8 al 15 settembre 2022 mi sono dedicato a qualcosa di molto importante per me: filmare Ryuichi Sakamoto | Opus. Il progetto è stato concepito come l’occasione per registrare una mia performance – quando ancora ero in grado di esibirmi – che valesse la pena preservare per il futuro. Abbiamo preso in prestito lo Studio 509 dell’NHK Broadcast Center per registrare: un luogo che penso offra la migliore acustica possibile in Giappone. Il regista, Neo Sora, era piuttosto severo. Ha insistito perché decidessi con largo anticipo l’intero repertorio dei 20 brani che avrei suonato, in modo da preparare meticolosamente le riprese. Ho suonato a casa ogni pezzo che abbiamo poi registrato su un iPhone, per costruire la composizione dell’intero concerto che vuole idealmente rappresentare il tempo che trascorre dalla mattina alla sera. Tutto è stato meticolosamente realizzato con uno storyboard, in modo che la posizione delle camere e l’illuminazione cambiassero con ogni brano.A capo di una troupe di quasi trenta persone c’era il direttore della fotografia Bill Kirstein, che ha girato il film utilizzando tre camere 4K. Dal canto mio, quando ho iniziato le riprese ero un po’ nervoso al pensiero che questa potesse essere l’ultima possibilità di condividere una mia performance. Abbiamo registrato alcuni pezzi al giorno, con molta cura. Ho suonato alcuni brani che non avevo mai suonato al pianoforte solo, come “The Wuthering Heights” (1992) e “Ichimei – piccola felicità” (2011). Ho suonato “Tong Poo” in un nuovo arrangiamento a un ritmo più lento di quanto l’avessi mai eseguito. Quindi, in un certo senso, mentre pensavo a questa come la mia ultima opportunità di esibirmi, sentivo anche di essere in grado di aprirmi a nuovi orizzonti. Suonare semplicemente qualche brano al giorno con molta concentrazione era tutto ciò che potevo fare a questo punto della mia vita. Forse a causa di questo sforzo, in seguito mi sono sentito completamente vuoto e le mie condizioni sono peggiorate per circa un mese. Ma, nonostante questo, mi sento sollevato di aver potuto registrare prima della mia morte una performance di cui ero soddisfatto”. Ryuichi Sakamoto

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