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Electronic Sessions: intervista a Stefano Ghittoni

Al Volvo Studio Milano, a partire dal 26 ottobre, un viaggio nelle diverse sfaccettature della musica elettronica con 3 djset originali in orario aperitivo. 

Il primo artista ad aprirci le porte del suo mondo è Stefano Ghittoni, lo abbiamo intervistato per conoscerlo meglio. 

Ciao Stefano, di te si legge che sei dj, musicista, produttore radiofonico e musicale… allora noi lo chiediamo a te, chi è Stefano Ghittoni?
Questa è una bella domanda che richiederebbe una bella risposta, e non so se sono in grado. A parte gli scherzi io mi sento a volte un outsider, uno che vive una terra di confine. Posso dirti  invece cosa mi piacerebbe essere? Mi piacerebbe essere il mio gatto nero.

Da dove nasce l’ispirazione per la tua musica?
Dalle cose che vivo, dai libri che leggo, dai film e dalle mostre che vedo. Insomma alla fine dalla quotidianità.

Ora parliamo di Milano, quant’è cambiata dagli anni 80? E quanto oggi il ruolo e il lavoro del dj?
Milano è ovviamente molto cambiata ma è un pò cambiato tutto il mondo. È tutto molto più complicato e difficile, soprattutto per quanto riguarda il mercato discografico che di fatto si è spostato più sullo streaming a scapito del supporto fisico che tanto amo. Ritornando a Milano, mi continua a piacere. Per quanto riguarda il ruolo del dj, invece, non saprei cosa dire. Io ora privilegio i posti più piccoli dove si possa un po’ sperimentare nel dancefloor.

Ora andiamo più a fondo… ce lo dici cosa c’è nelle tue playlist di Spotify?
L’ultima che ho fatto è una selezioni di brani new wave dei primi anni ’80 che è la colonna sonora di un libro che ho appena curato sui primi anni ’80 milanesi. Si intitola “Milano OFF 1980/198X – ritratto imperfetto di una città invisibile” ed è un racconto collettivo della città in quegli anni che è la storia della mia formazione culturale.
Invece durante il primo lockdown, nel 2020 feci una playlist che durava 24 ore intitolata “24 Hours A Day”, lì c’è molto del mio mondo musicale, da Sun Ra ai Tortoise passando per Robert Wyatt e Arthur Russell…

Futuro: quali sono i progetti ai quali stai lavorando? Ci puoi anticipare qualcosa?
A maggio 2022 è uscito il nono album in studio di The Dining Rooms e penso che nel 2023 inizieremo il nuovo disco, il decimo della nostra carriera. Nel frattempo ho iniziato anche il secondo capitolo di Le Petit, progetto più elettronico con il romano Donato Dozzy. Dovrebbe poi uscire anche il secondo album di Tiresia, progetto di musica ambientale con Bruno Dorella che sarà pubblicato da Nuova Sauna Possibile, l’etichetta ambient di Ivreatronic.

Chi è il tuo dj preferito e come mai? 
Beh, mi piaceva molto il Drum’N’Bass un pò di tempo fa, tipo anni ’90 e i miei preferiti erano Dj Die e Roni Size del collettivo Reprazent. Carl Craig è un altro che mi piace molto, come Dj Shadow del resto. Probabilmente il mio preferito è Gilles Peterson, e ho apprezzato molto alcuni set di Adrian Younge che é più un musicista produttore che dj, i suoi set sono un caleidoscopio di emozioni tra jazz, funk, soul e colonne sonore, tutto rigorosamente suonato con i 7″. In Italia mi piace molto Donato Dozzy, Hugo Sanchez del collettivo romano Tropicantesimo e Marco Foresta, che pubblica dischi come Fabio Fabio per Ivreatronic, l’etichetta di Cosmo.

Scopri di più sul progetto Electronic Sessions https://ponderosa.it/festival/electronic-sessions/

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