Ben Sidran

Don’t Cry For No Hipster

“Stile” è il primo sostantivo che viene facile utilizzare per descrivere la musica di Ben Sidran che con Don’t Cry for no Hipster (2013) torna alle atmosfere fumose a lui più care: quattordici canzoni, tante, trovano spazio in un’opera che guarda alla tradizione, intimismi da jazz club e puntate swing venate d’ironia. 

Il titolo ci porta forse in medias res, con un occhiolino alle mode trendy popolari fra gli hipster di città. Ripercorrendo nelle note di copertina la genesi di un termine—’hipster’ appunto—che nella cultura americana pop ha goduto di una certa fortuna, Sidran ci ricorda, non senza robuste dosi di ironia, il personale credo stilistico: «Brand new music/Same old song». 

TRACKLIST

1. Back Nine
2. Brand New Music
3. Don’t Cry For No Hipster
4. At Least We Got To The Race
5. Can We Talk
6. In The Beginning
7. It Don’t Get No Better
8. Dying Anyway
9. Private Guy
10. Reflections
11. Take A Little Hit
12. Sixteen Tons
13. Rich Interior Life
14. Hooglin

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