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Dal vivo Thomas Umbaca e il suo piano naïf

Un suono non scontato, quello del ventiseienne pianista milanese Thomas Umbaca, madre inglese e padre di origini calabresi. Un suono di ampio respiro e che sai come inizia, ma non sai mai dove va a parare. In cui il pianoforte guida le “danze”, ma in cui non si disdegna sperimentazione naif (basti pensare all’utilizzo delle percussioni, dell’elettronica e della voce), nonché una certa qual voglia di improvvisazione radicale. 

Di Luca Testoni

Davvero tanta roba di questi tempi, dove purtroppo l’omologazione il più delle volte la fa da padrona.

Sulla scia del promettentissimo album di debutto, “UMBAKA”, per il musicista che approfondito la classica e il jazz durante i suoi studi in Conservatorio, è giunta l’ora di partire per il suo primo vero e proprio tour del Belpaese. Tour organizzato da Ponderosa Music & Art con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

Premesso che il calendario è un work in progress, l’aspirante nuovo campione di “piano solo” Made in Italy si esibirà il 16 febbraio al Teatro Miela di Trieste; il 24 sarà all’Arci Bellezza di Milano, dove aprirà l’esibizione di Joshua Idehen (The Comet is Coming/Sons of Comet); il 2 marzo alla Casa del Jazz di Roma; il 14 marzo al Teatro Garybaldi di Settimo Torinese; e il 17 luglio a Camaldoli, in provincia di Arezzo, nell’ambito della rassegna “Naturalmente pianoforti”.

Info & Tickets: https://ponderosa.it/artist/thomas-umbaca/

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