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Yann Tiersen

Bio

Yann Tiersen è un compositore e artista nato a Brest, in Bretagna, nel 1970. Polistrumentista, suona piano e violino fin dalla giovane età, si avvicina durante l’adolescenza alla subcultura punk. La formazione classica e le influenze anticonformiste fanno sì che venga da subito paragonato a Chopin, Erik Satie, Philip Glass e Michael Nyman.

L’album di debutto Le Valse de Monstres (1995) è una raccolta di brani inediti e brani prodotti per l’accompagnamento di progetti cinematografici, tra cui Freaks dell’iconico Tod Browning e The Damask Drum del poeta e sceneggiatore Yukio Mishima. 

Un anno più tardi, Tiersen rilascia Rues des cascades, disco composto da brevi pezzi incisi con l’aiuto di strumenti convenzionali, ma anche di strumenti insoliti come un pianoforte giocattolo che porta sul palco anche in live, donando alle sue performance quel tocco teatrale che fa guadagnare all’artista un invito allo storico Festival d’Avignone. Il brano che dà il nome all’album, “Rue des Cascades”, viene scelto per fare parte della colonna sonora del celebre film del 1998, La vita sognata degli angeli, di Érick Zonca, vincitore della Palma d’Oro. 

Le Phare del 1998 rappresenta il suo primo grande successo di pubblico e di critica. L’album viene composto ed inciso durante due mesi di isolamento sull’isola di Ouessant e il primo singolo estratto “Monochrome”, che vede la partecipazione della pop star francese Dominique A., diventa uno dei brani più famosi ed ascoltati di quell’anno in Francia.

Nel 2000 Yann viene contattato dal regista Jean-Pieree Jeunet che lo invita a curare la colonna sonora di Il favoloso mondo di Amélie. Questo lavoro si rivela uno dei più grandi successi di Tiersen che arriva all’apice delle classifiche musicali francesi e vince il Premio César per la migliore musica da film. Ad Amélie segue la colonna sonora per Good Bye, Lenin!, film tragicomico del 2003 diretto da Wolfgang Becker che vince il Deutscher Filmpreis alla migliore colonna sonora originale.

Tiersen spende il resto degli anni 2000 alternandosi tra colonne sonore e musica pop, annoverando collaborazioni con celebri artisti del calibro di Stuart Staples, dei Tindersticks, Jane Birkin e Christophe Miossec.

Il periodo tra il 2010 e il 2020 è molto produttivo per il pianistache pubblica Dust Lane (2010), album dalle sonorità delicate arricchite da arrangiamenti elettro-acustici, a cui segue, a completamento dei temi e dei sound già esplorati nel 2010, Skyline (2011). Nel 2014 l’artista francese rilascia Infinity, che presenta forti influenze post-rock. Influenze che abbandonerà per Eusa (2016), album composto interamente al piano, ispirato ancora una volta all’isola di Ouessant. La celebrazione di questo luogo magico prosegue con ALL del 2019, inciso all’Eskal, studio di proprietà dell’artista costruito all’interno di una discoteca abbandonata. Sempre nel 2019, Tiersen celebra la sua carriera con Portrait, una collezione di suoi brani reinterpretati con l’aiuto, tra gli altri, di Blonde Redhead, Gruff Rhys e Stephen O’Malley.

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La prima volta al Festival di Giovanni Truppi

Cresce l’attesa per un esordio eccellente: la prima volta sul palco dell’Ariston da concorrente di Giovanni Truppi, tra le voci migliori e singolari della canzone d’autore di oggi.

Yann Tiersen dal vivo in Italia. Quando l’importante è… non ripetersi.

Yann Tiersen appartiene a quella schiera di musicisti che avrebbe tranquillamente potuto vivere di rendita. D’altronde, in Francia era ed è un’istituzione. E anche nel resto del mondo le cose non vanno poi così malaccio. A luglio torna nel nostro Paese con cinque concerti, si parte il 10 agli Arcimboldi di Milano, l’11 alla cavea dell’Auditorium Parco della Musica di Roma, il 12 all’Atrio dell’Ateneo Bruni di Martina Franca, passando il 13 per il Parco Caserme Rosse di Bologna e infine il 14 al Parco Certosa Collegno di Torino.

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