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Tindersticks

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Tindersticks è una band indie di Nottingham, UK, formatasi nel 1992 per volontà degli ex Asphalt Ribbons, Stuart Staples (voce), Dave Boulter (organo e fisarmonica) e Dickon Hinchliffe (violino), a cui si aggiungono i londinesi Neil Fraser (chitarra), Al Macauley (percussioni e batteria), John Thompson (basso) e Mark Colwill (basso).

Si fanno notare sulla scena indie britannica grazie al brano auto prodotto “Patchworke al primo EP Unwired che fanno guadagnare alla band un contratto con l’indipendente This Way Up Records, per la quale pubblicano i loro primi tre album: il disco di debutto Tindersticks(1993), Tindersticks II (1995) e Curtains (1997). Gli album fanno il doppio lavoro di introdurre e cementare lo stile unico dei Tindersticks, fatto di talento melodico, sound cupo e arrangiamenti intensi e ricercati.

Il quarto album, Simple Pleasure (1999), segna una dipartita sia dall’etichetta This Way Up che dallo stile scuro e profondo dei primi album. Simple Pleasure, pubblicato con Island Records, si sposta su sonorità più leggere con influenze soul, trasformazione che culmina con Can Our Love del 2001.

Lo stesso anno, la band di Nottingham cura la colonna sonora di uno dei film più “scandalosi” della cinquantaquattresima edizione del Festival di Cannes, Trouble Every Day, della regista francese Claire Denis.

L’uscita dell’introspettivo Waiting for the Moon del 2003 segna l’inizio di un periodo di pausa per i Tindersticks, interrotta brevemente dalla reunion per un concerto al Barbican Centre di Londra nel 2006. La band torna a incidere insieme nel 2007 e nel 2008 rilasciano The Hungry Saw.

Il 2010 porta l’uscita dell’ottavo album della band, Falling Down a Mountain, ma anche una modifica della storica line-up dei Tindersticks. Infatti, Earl Harvin sostituisce Belhorn alla batteria, mentre David Kitt si unisce al gruppo come chitarrista e cantante. Questo è anche l’anno in cui i Tindersticks fanno ritorno in Italia per una data speciale in occasione del Sexto ‘nPlugged Festival a Sesto al Reghena (PN).

Across Six Leap Years (2013) fa si che la band ri-registri canzoni care o “perse” con il beneficio dell’esperienza, tra cui l’adorabile “What Are You Fighting For?”, dove il doppio pianoforte prova che i tagli profondi alla Tindersticks, vanno ancora più in profondità. Seguono Music For The First World War (Ypres, 2014) e F Percy Smith’s microscopic movies (Minute Bodies, 2017). Tra i due, The Waiting Room (2016) arriva carico di groove e suoni world, qui rappresentati dall’anima di “Were We Once Lovers?” e il sommesso sogno di parole pronunciate in “How He Entered”.

Tre anni dopo The Waiting Room, la band torna in missione e fa uscire No Treasure but Hope (2019), in cui “Pinky in the Daylight” diventa una canzone d’amore con una melodia pura e radiosa. Subito dopo arriva Distractions (2021), che apre nuove strade di esplorazione.

Per Staples e Boulter, i progetti recenti hanno portato con loro la promessa di una pagina aperta: un puntatore a un futuro non ancora scritto. “Penso che ci sia sempre quella sensazione che ci sia qualcosa che non hai ancora afferrato del tutto, musicalmente”, dice Boulter, individuando i motori gemellati di desiderio e ambizione al centro di Tindersticks. Nel frattempo, l’imperfetto passato onora il modo in cui sono partiti. È il suono di una band straordinariamente ambiziosa che cerca sempre nuovi modi per connettersi con le proprie canzoni, riscoprendosi come un’unità ad ogni nuovo passaggio, in modo che tutto ciò che è familiare nella loro musica suoni di nuovo fresco. Sempre, ovviamente, a misura di nessuno, tranne che della propria.

“Una delle cose più grandi che sento nell’avvicinarmi a questo traguardo”, dice Stuart in occasione del 30esimo anniversario della band, “è che tutti gli errori che abbiamo commesso sono i nostri errori. Se c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che non va perché abbiamo deciso nel momento che questo doveva essere ciò che dovevamo essere e l’abbiamo fatto fisicamente in quel modo. Ne sono un po’ orgoglioso. Siamo ancora qui, siamo ancora connessi, stiamo ancora spingendo ed è stato totalmente alle nostre condizioni. Non riesco davvero a pensare a molte altre band che si trovano in questa situazione”.

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A Parma l’elogio alla lentezza della piccola orchestra Tindersticks

Dovessimo individuare un antidoto al logorio della vita moderna, tutta velocità e senza sosta, non sbaglieremmo a individuarlo nella musica dei Tindersticks.

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