Junun

Bio

Junun è un progetto musicale realizzato dal compositore israeliano Shye Ben Tzur insieme al musicista e componente dei Radiohead Jonny Greenwood e al gruppo indiano del Rajasthan Express. Il progetto, che si propone di riscoprire la musica tradizionale indiana nella sua componente viscerale, dà vita ad un album musicale e all’omonimo film Junun del regista Paul Thomas Anderson.

La genesi di Junun risale al 2014, quando Shye Ben Tzur viene contattato da Greenwood, suo grande ammiratore. Più volte il chitarrista dei Radiohead ha definito la musica del compositore israeliano come «celebrativa, quasi come la musica gospel, ad eccezione del fatto che viene creata sulla base delle armonie e delle percussioni indiane».

L’idea congiunta di Tzur e Greenwood insieme alla volontà di avere esclusivamente musicisti provenienti dal Rajasthan (stato dell’india settentrionale), li porta a scegliere i Rajasthan Express e a stabilire lo studio di registrazione nel Mehrangarh Fort, nel Rajasthan. Tzur si occupa della scrittura delle canzoni, Greenwood della parte strumentale per chitarre, bassi e tastiere nonché della produzione del disco mentre della parte tecnica si occupa il producer dei Radiohead Nigel Godrich.

Il disco si presenta come una vera e propria indagine nella musica tradizionale indiana, che invece di essere ricreata in maniera ossessiva e precisa viene investigata nella sua componente più grezza. Lo stesso Greenwood afferma: «Quando i musicisti occidentali vanno in India, si avvicinano alla musica del paese con estremo rispetto, a volte con troppo rispetto. Le persone possono essere caute, troppo caute per catturare la vera ruvidezza delle musiche di questo paese, specialmente il modo in cui le bande suonano quando seguono le processioni e i matrimoni».

Junun viene accolto con grande positività dalla critica. Per la rivista Pitchfork «L’esecuzione dell’ensemble e le composizioni [di Ben Tzur] rendono Junun un ottimo esperimento per gli ascoltatori altrimenti estranei alla grande varietà di generi spesso oscurati dal termine di riferimento generale “World Music”». The Guardian invece scrive: «Greenwood contribuisce con sottili abbellimenti – beat elettronici occasionali insieme a chitarre e bassi sobri – invece di rubare la scena. Infatti, i veri protagonisti sono i sei componenti del Rajasthan Express».

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