David Byrne

Bio

David Byrne (Dumbarton, Scozia, 1952) è noto per essere il leader della band Talking Heads e il fondatore dell’etichetta discografica Luaka Bop. Ma Byrne è anche famoso per i suoi album da solista nonché per i suoi lavori come autore, fotografo, regista e autore teatrale.

La carriera di Byrne inizia nel 1974, quando insieme a Chris Frantz e Tina Weymouth, fonda i Talking Heads, che si espandono nel 1976 con Jerry Harrison.

Parallelamente all’esperienza con il gruppo, Byrne realizza numerosi progetti anche da solista. Nel 1981, insieme a Brian Eno, pubblica l’album My Life in the Bush of Ghosts, che riscuote grande successo da parte della critica e si propone come uno dei precursori della musica campionata.

Nel 1987, insieme a Ryūichi Sakamoto e Cong Su compone le musiche per il film L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci, per le quali si aggiudica un Oscar, un Golden Globe e un Grammy nel 1989 come Migliore Colonna Sonora.

In questi anni Byrne fonda anche la sua etichetta discografica: Luaka Bop che cura i progetti di artisti come Cornershop, Os Mutantes, Los De Abajo, Jim White, Zap Mama, Tom Zé.

Degni di nota sono anche i numerosi progetti per il teatro: in particolare, nel 2010 in collaborazione con Fatboy Slim, Byrne scrive una produzione teatrale che comprende 22 canzoni sulla vita di Imelda Marcos, che registra un sold out dietro l’altro prima al Public Theatre di New York e poi al National Theatre di Londra. Nel 2017 scrive poi Joan of Arc: Into The Fire che debutta al Public Theatre di New York e che si propone come un’esplorazione teatrale sulla storia della famosa eroina.

Per quanto riguarda la sua produzione musicale da solista, dopo gli album dei primi anni Duemila in cui unisce la musica elettronica a quella etnica e orchestrale, in combinazioni sempre diverse ed evocative, pubblica nel 2012 Love This Giant in collaborazione con St. Vincent, album con cui si avvicina al genere indie.

L’ultimo album di David Byrne risale al marzo 2018. Si tratta di America Utopia, album che OndaRock definisce: «un breve trattato su ciò che è l’America oggi, in preda ai postumi di un delirio di onnipotenza radicato nella storica vocazione al capitalismo, ridotta a patetica moda neo-liberista attraverso cui ostentare disperata vitalità per il tramite di un sistema socio-relazionale smagliato e abbarbicato al sogno di una materialistica auto-determinazione per tutti, distante anni luce dalla realtà di un profondo disagio, condito da nevrosi e, a tratti, psicosi. L’aspetto – tra gli altri – assolutamente interessante è il piglio con il quale Byrne racconta il palcoscenico sul quale questa farsa è messa in scena: grottesco, esilarante, coltissimo».

Per celebrare l’uscita del disco, Byrne si esibisce in Italia in un concerto al Teatro degli Arcimboldi di Milano nel Luglio 2018.

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