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DakhaBrakha

Bio

DakhaBrakha è un quartetto di origine Ucraina, formatosi a Kiev nel 2004, che si propone di riflettere sugli elementi fondamentali del soul e della musica tradizionale ucraina reinventandoli per esigenze più contemporanee. Il nome DakhaBrakha, notevole ed autentico allo stesso tempo, significa “Dai/Prendi” in ucraino antico.

Il gruppo si forma al Kiev Center di Arte contemporanea dall’idea del visionario direttore artistico Vladyslav Troitskyi, la cui influenza rimane nelle performances del gruppo, mai rappresentate senza effetti speciali.

Il gruppo formato da Marko Halanevych (voce, darabouka, tabla, didgeridoo, fisarmonica, trombone), Iryna Kovalenko (voce, djembe, fisarmonica, percussioni, pianoforte, žalejka), Olena Tsybulska (voce, percussioni, garmon) e Nina Garenetska (voce, violoncello, percussioni), ha come missione quella di «creare un nuovo stile di musica che si compone principalmente di melodie ucraine più popolari e antiche, con l’aggiunta di alcune sonorità africane e idee bulgare o ungheresi», nello sforzo di avvicinare la generazione contemporanea al folklore magnetico di questa terra.

Dopo la pubblicazione dell’album Light nel 2010, i DakhaBrakha vincono il premio intitolato a Serguéi Kuriojin, uno dei più importanti riconoscimenti nella sfera dell’arte contemporanea. Definendosi «Con un piede nella scena del teatro urbano d’avanguardia e un piede nella vita del villaggio che nutre e protegge la ricchezza culturale dell’Ucraina», i DakhaBrakha mostrano tutta la furia e la sensualità del folklore ucraino.

Il gruppo è considerato un fenomeno di culto in Ucraina e attrae un pubblico esigente che è affascinato dal loro sound aggressivo combinato con ritmi tribali e voci frenetiche. Oltre ad esibirsi in concerti come band a sé, i DakhaBrakha sono anche la band “resident” del Dark Theatre, teatro riconosciuto a livello europeo come leader nella produzione di spettacoli di avanguardia e che combina i brani del gruppo con il teatro e la danza.

Nel 2016 i DakhaBrakha pubblicano The Road, un album che dedicano alla loro terra in un momento di grande difficoltà per il paese, e si esibiscono in Italia, al Triennale Milano Teatro, nell’ambito della rassegna musicale Music after Music.

Nel 2020 tornano con il loro ultimo progetto Alambari. L’album, registrato nel 2019, si apre ulteriormente alla contaminazione, associando al tipico folklore est europeo le sonorità americane del blues e creando un album dal look eclettico e intrigante, che garantisce al gruppo il premio per la categoria “Musical Arts” nell’ambito dello Shevchenko National Prize del 2020.

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