Balanescu Quartet

Bio

Il Balanescu Quartet nasce nel 1987 in Romania dall’idea del violinista Alexander Bălănescu. La formazione ricrea il classico quartetto d’archi: Alexander (violino, mente creativa e compositore del quartetto), Clare Connors (secondo violino), Caroline Dale (violoncello)e Bill Hawkes (viola), ma con un’idea originale, quella di adattare la forma tradizionale della formazione ad un repertorio il più possibile ampio e variegato.

L’obiettivo ultimo del Balanescu Quartet è quello di avvicinare la musica classica alla contemporaneità, sia a livello musicale che di pubblico.

Eclettismo è la parola chiave: il quartetto si esibisce in arrangiamenti di brani di artisti già noti ma molto lontani dallo stile della musica da camera.  Il loro repertorio spazia dalla musica pop elettronica dei Depeche Mode, dei Kraftwerk o degli Yellow Magic Orchestra, alle riletture di artisti più di nicchia come Michael Nyman, i Pet Shop Boys, John Lurie o Kate Bush.

Questo è quanto è contenuto nel loro primo album Possessed del 1992, i cui brani riarrangiati vengono tuttora riproposti dal Quartetto nei concerti dal vivo.

Altro punto di forza del Balanescu Quartet è il crossover creato con la musica popolare dell’Europa dell’Est, che lo rende un esperimento totalmente innovativo nel panorama musicale. Dopo il primo tour in Romania Alexander Bălănescu riscopre il fascino della musica popolare della sua terra d’origine decidendo di unirlo alle sonorità della musica classica. Questa commistione di generi dà vita a Luminitza (1994).

Nel 1995 il Quartet compone la colonna sonora del film Angels & Insects del regista Philip Haas, mentre nel 1997 collabora con il gruppo rock inglese Spiritualized per l’album Ladies and Gentlemen We Are Floating in Space. Nel 2000 il quartetto cura la colonna sonora del film Il Partigiano Johhny di Guido Chiesa, tratto dall’omonimo romanzo di Beppe Fenoglio.

L’amore del gruppo per la musica popolare rumena e per la figura della cantante Maria Tănase, definita la “Edith Piaf di Bucarest”, porta alla realizzazione di uno spettacolo incentrato unicamente sulla figura della cantante. Si tratta del progetto Maria T. a cui collabora l’austriaco Klaus Obermaier, stravagante artista e musicista elettronico che fonde musica e immagini video nei suoi spettacoli e ideatore di numerose opere multimediali e crossmediali. Dal progetto, nel 2005, nasce un album omonimo e lo spettacolo viene presentato anche in Italia, al teatro Piccolo Regio di Torino, nel novembre dello stesso anno. Dopo aver curato nel 2012 la colonna sonora del film Diaz – Don’t Clean Up This Blood di Daniele Vicari, il Balanescu Quartet torna nel 2020 con una collaborazione per l’album Forever (pubblicato ad ottobre 2020) di Francesco Bianconi, frontman della band italiana Baustelle. Il Quartet cura l’arrangiamento degli archi in alcuni brani dell’album come “Il bene”, “L’abisso”, “Go!”, “Fàika Llìl Wnhàr”, “Zuma Beach”, “Certi Uomini”, “Assassinio dilettante” e “Forever”.

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