Angélique Kidjo

Bio

Angélique Kidjo è una cantante beninese classe 1960. È una delle più entusiasmanti ed elettrizzanti performer del mondo musicale contemporaneo, oltre che una delle sue più originali e creative personalità. La missione di Angélique è sempre stata quella di creare un linguaggio comune tra diverse culture partendo dal retaggio culturale del Benin ed inglobando elementi provenienti da generi come il funk, il jazz e la samba.

Kidjo registra il suo album di debutto, Pretty, nel 1981, da cui viene estratto il singolo di grande successo “Ninive”. A causa della situazione politica nel Benin, l’artista si trasferisce a Parigi nel 1983 dove inizia a collaborare con il gruppo euro-africano Pili Pili con i quali pubblica tre album.

Nel 1990 rilascia un nuovo album da solista, Parakou, che le fa guadagnare l’attenzione della Island Records da cui viene scritturata nel 1991. Il debutto di Angélique per la Island Records, Logozo (1991), è un mix di musica dance, pop e ritmi africani e si rivela il grande successo che la introduce al pubblico internazionale e si posiziona nei primi posti della Billboard World Music Chart.

Il progetto successivo di Kidjo viene registrato nello studio di Prince, il Paisley Park studio. Ayé viene pubblicato nel 1994 preceduto dal singolo “Agolo” che fa guadagnare all’artista la sua prima nomination ai Grammy grazie al video innovativo.

Dopo essere tornata ad esplorare la musica tradizionale beninese con Fifa del 1996, Kidjo inizia a lavorare ad una trilogia di album composta da Oremi (1996), Black Ivory Soul (2002) e Oyaya! (2004), in cui esplora l’influenza dei ritmi africani sulla musica americana. Incorporando elementi dell’hip-hop, del jazz e del soul, Angélique si avvale del contributo di Kelly PriceDave Matthews e Kenny Kirkland.

Per Djin Djin del 2007 l’artista beninese viene accompagnata da artisti del calibro di Peter Gabriel, Josh GrobanAmadou & Mariam e le avvale un Grammy per Best Contemporary World Music Album.

Nel 2014 Kidjio pubblica Eve, album dedicato alla resilienza delle donne africane e per cui viaggia per il continente per registrare le donne cantare durante il lavoro che poi incorpora nell’album. Per il suo straordinario contributo alla musica riceve un altro Grammy per Best Contemporary World Music Album. Lo stesso anno esce il suo memoir, Spirit Rising e fa il suo debutto con L’orchestre Philharmonique Du Luxembourg per esibirsi con brani composti per lei da Philip Glass.

Una seconda collaborazione con l’orchestra produce Sings nel 2015 mentre nel 2018 esplora ancora una volta il pop dedicandosi alla registrazione di un album di cover di Remain in Light dei Talking Heads. Un anno più tardi rilascia un altro set di cover, questa volta in onore di una delle sue eroine musicali: Celia Cruz. L’album Celia le fa guadagnare un altro Grammy Award nel 2020.

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