Un ecosistema chiamato climate space

25.06.2021, di Giacomo Luperini

Il programma del Climate Space si arricchisce ulteriormente. A partire dal 30 giugno a Melpignano saranno esposte in anteprima le foto del bakstage di Elegy for the Arctic, il video da 15 milioni di views realizzato per Greenpeace da Ludovico Einaudi.

Esiste una differenza sostanziale tra un ecosistema e un insieme di specie. Quando creiamo un acquario per puro senso estetico, per esempio, tendiamo a creare un’accozzaglia di specie che dipendono interamente dal nostro intervento esterno. Ciò che differenzia un acquario da un lago, o da un bosco, è l’interazione unica e irripetibile che avviene tra le numerosissime specie presenti in un ecosistema e che permette un equilibrio dinamico che porta all’autosufficienza.
Climate Space cresce e si arricchisce ogni giorno di più. Sono tante le novità che stanno popolando il festival: dall’ampia gamma musicale, alla rete di associazioni che promuovono attività nel territorio pugliese, fino ad arrivare a Ludovico Einaudi, in mostra con le sue foto d’autore di “Elegy or the Arctic, Backstage Diary”.


Dal 30 giugno al 4 luglio è stata annunciata l’attesa partecipazione di Ludovico Einaudi, il noto compositore e pianista, ideatore del Climate Space. Dalle 11.00 alle 21.00, tutti i giorni, sarà infatti possibile visitare la mostra “Elegy for the Arctic, Backstage diary”, le straordinarie 23 foto inedite scattate da Ludovico durante la realizzazione dell’omonimo video per Greenpeace, nel quale suonava la sua elegia su una piattaforma galleggiante, immersa davanti al ghiacciaio Wahlenbergbreen in Norvegia. Il video, girato nel corso di due giorni di sosta nel Mare Artico e realizzato per promuovere l’istituzione di un’area marina protetta, ha fatto più volte il giro del mondo, raggiungendo le quindici milioni di visualizzazioni.

Vediamo un po’ più nel dettaglio ciò che è da sempre il fiore all’occhiello di Ponderosa Music & Art: la musica. Il concerto di Matthew Herbert, previsto per la serata del 3 luglio e non confermato per problemi di quarantena, viene più che dignitosamente sostituito da un’esibizione di Frida Bollani Magoni. Numerosi poi gli artisti che suoneranno sul palco di Melpignano, selezionati per la loro particolare attenzione alle tematiche trattate: Lucio Corsi (30 Giugno), Vasco Brondi (1 Luglio), Claver Gold & Murubuto (il 3 luglio) e The Vegetable Orchestra (il 4 luglio). Si arricchiscono inoltre le sonorizzazioni dei cortometraggi: Il 30 giugno verrà proiettato “4Est Suite” del Collettivo 21, dedicata alla tempesta di Vaia. Il 2 luglio sarà il turno di Ballaké Sissoko e Redi Hasa, che dopo una prima performance alle 21.30, metteranno in musica alle 23.00 il cortometraggio “The Fisherman”. L’opening del concerto del 3 spetterà invece a Mauro Durante e Justin Adams, che saranno seguiti da una sonorizzazione di Populus dei cortometraggi “The Beauty” e “Mourning Country”. Infine, il 4 luglio vedremo Giulio Bianco cimentarsi nella narrazione musicale del cortometraggio Lost Word.


Tante le novità anche dal punto di vista delle esperienze utili per approfondire ed esplorare le tematiche del festival: è stata creata infatti la rete “Amici del Climate Space”, che potete visionare qui. Si tratta di associazioni, fondazioni, musei, guide e professionisti impegnati quotidianamente sul territorio nell’affrontare le tematiche toccate durante le cinque giornate del Festival. Una rete di realtà radicate nel territorio, perché la ricerca di un futuro migliore possa proseguire ben al di là del festival. Alcuni di loro hanno poi aderito all’iniziativa “Oltre il Festival”, realizzando attività, escursioni, conferenze e visite guidate rivolte ai partecipanti del Climate Space, durante tutto il festival.

Presto pubblicheremo sulle nostre pagine fecebook e instagram la lista delle attività e i contatti per le prenotazioni. Per i più giovani (e non solo) sarà possibile partecipare ai ricchi e variegati laboratori di educazione ambientale, gestiti dagli studenti dell’Università del Salento, per i quali è già possibile è obbligatoria la prenotazione sul sito.
Insomma, il festival punta in alto promuovendo la realizzazione di un ecosistema dove diversi argomenti, modalità espressive e territori, anche se trattati separatamente, alla fine si dimostrano tutti connessi in una fitta rete con un intento comune.
 
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