Musica, teatro e natura: la nuova ricetta di Villa Arconati

03.06.2021, di Luca Testoni

Torna il festival di Villa Arconati alla piccola Versailles di Milano. Visite guidate, escursioni, teatro e tanta, tanta musica.

E sono 32. Trentadue come gli anni da cui va in scena Villa Arconati FAR – Music Festival. Non un festival qualsiasi, ma il più longevo di Milano e città metropolitana. Nemmeno la pandemia l’ha fermato. Di per sé, un primato. Ma non è l’unico. Quali altre manifestazioni dal vivo possono vantare scenari tanto suggestivi? Un vero e proprio vanto per il Comune di Bollate e la Fondazione Augusto Rancilio che promuovono la rassegna. Nessuna sorpresa: più d’uno ha definito la residenza settecentesca nella frazione di Castellazzo di Bollate come la piccola Versailles di Milano.

Anche quest’anno, come nel 2020 del resto, c’è da fare i conti con le conseguenze del Covid. Dunque, l’happening, in programma dal 25 giugno al 17 luglio, continuerà a tenersi sotto le stelle, con una capienza ridotta a 500 posti (naturalmente ben distanziati tra loro). Altra costante di questi tempi difficili, l’assenza di artisti internazionali. Ancora: tutti gli show (a prezzi contenuti) andranno in scena alle 20, poco prima che il sole inizi a tramontare. Con un’unica, gradita eccezione. Il concerto all’alba. Una novità assoluta per Villa Arconati. «Sì, il concerto all’alba, alle 6 del mattino, non l’avevamo mai fatto», confida Lucia Albrizio, assessora alla Cultura e Pace di Bollate. «Per uscire dall’emergenza credo che ci sia bisogno di nuove idee e nuove prospettive. A mio avviso, l’esibizione del pianista-compositore Remo Anzovino, la mattina del 4 luglio, ha un forte valore simbolico. Il simbolo del risveglio nella bellezza. È un esperimento che merita di essere tentato. Oltre al concerto, ci sarà anche tempo per fare una bella passeggiata alla scoperta del giardino monumentale e per un caffè. Mi piace pensarla come l’alba di una nuova era».

C’è lo zampino dell’assessora bollatese anche dietro la decisione di allestire un cartellone nel segno della parità di genere. Ad inaugurare l’edizione 2021 del festival sarà Rachele Bastreghi, voce e pianista dei Baustelle, reduce dall’album di debutto solista, “Psychodonna”, in cui compaiono come ospiti Meg e Chiara Mastroianni. Il 9 luglio toccherà poi alla cantautrice rhodense Cristina Donà, anche lei fresca di uscita con un nuovo disco, “deSidera”; e, dopo di lei, il 10 luglio, microfono aperto per la scrittrice Michela Murgia che proporrà il monologo teatrale “Dove sono le donne?”. In quota maschile, invece, vanno ascritte le esibizioni degli Avion Travel (28 giugno); di Frankie HI-NGR MC e AljazZeera e di Moni Ovadia, rispettivamente il 16 e il 17 luglio.

Manca ancora qualcosa? Sì, il concerto del 3 luglio del progetto synth-pop Il Quadro di Troisi. Una collaborazione con il festival di musica elettronica Terraforma, pure lui di casa a Villa Arconati, ma che quest’anno è stato cancellato.

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