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V.EDO
V.Edo

V.Edo - V.Edo

Ponderosa Music & Art - April 2016

«Tutto ciò di cui sono stato testimone e che vi racconto è soltanto una piccola parte di quello che i miei occhi hanno potuto vedere con grande ammirazione» scrisse agli inizi del Novecento il saggio Tuiavii di Tiavea, capo indigeno delle Isole Samoa che nel libello Papalagi narrò le sue esperienze di viaggio in Occidente. Cosa ci vuole per raccontare in musica?

Una voce, una chitarra e uno sguardo che cerca l’orizzonte. Songwriter itinerante per indole e per scelta, Edoardo Vergara in arte V. Edo osserva e ascolta tutto ciò che lo circonda, traendone ispirazioni che diventano canzoni. È un tipo solare e positivo V. Edo. Nel suo DNA artistico/musicale non ci sono né malinconia né pessimismo né tantomeno disillusione: è innamorato della vita e ce lo dice con innocenza, sincerità, ironia. I suoi testi sono un collage di frammenti poetici creati o raccolti nel corso del tempo, girovagando tra Andalusia e Trentino Alto Adige, facendo esperienza sia come musicista che come uomo con la gioia e la curiosità di scoprire se c’è qualcosa oltre la superficie oppure se siamo destinati a dire a noi stessi: «Vorrei solamente continuare a dormire / Vorrei solamente Rimandare Rimandare Rimandare» (Lucertole). Per sonnecchiare e per procrastinare c’è sempre tempo: V. Edo preferisce darsi da fare e appena può prende la sua chitarra e parte, alla conquista del mondo e delle emozioni che regala.

Con uno stile che evoca senza imitare Manu Chao o Les Négresses Vertes, V. Edo scrive storie sonore in cui la musica è colore e le parole sono calore. Solu tu ha un incedere ben cadenzato ma non aggressivo: la voce rivela, la chitarra definisce la melodia, la batteria asseconda con leggerezza e gli ondeggianti strumenti a fiato guardano a Oriente. Sensuale e ipnotico, rassicurante e avvolgente come certi pomeriggi di inizio agosto, Solo tu è come stare seduti all’ombra di una pianta con il mare negli occhi e i ricordi nel cuore. Il mare, l’estate, la voglia di liberarsi e di liberare: nei nove brani del debutto di V. Edo, prodotto da Pasquale Defina (figura di rilievo nel panorama rock nostrano con Atletico Defina e numerose collaborazioni di livello) si respira l’essenza del Mediterraneo e delle bellezze rigogliose che lo circondano. Prendete una canzone come Fragalà: musicalmente parte come un classico gipsy jazz e poi, nel ritornello, vira verso il folk psichedelico à la Terry Callier, infila un ritornello semplice ed efficace, infine si stempera in un inciso di pianoforte sospeso nel tempo.

E intanto V. Edo canta versi dove ogni parola è la chiave per aprire una nuova porta sull’immaginazione: «Tu fai la cassiera, lavori fino a sera / Ti porto a far la doccia se vuoi, à Paris / Sembro bipolare, è solo un temporale / Io non ho rivali se mi siedo a parlare con te». A proposito di sé, del suo approccio alla musica e alla scrittura, del suo cercare nel vissuto e nel vivibile il senso dell’esistenza, V. Edo ha detto: «Pagare il biglietto è l'occasione di rendere grazie alla vita che in quel giorno ha aperto le porte quanto basta». Quale biglietto? Non ha importanza, ciò che conta è andare e vedere: V.Edo ci sta indicando una direzione, proviamo a seguirla e scopriremo dove ci porterà.

L’album è stato arrangiato e registrato a Patone (TN), mixato da Taketo Gohara, prodotto da Pasquale Defina, produzione esecutiva di Titti Santini per Ponderosa Music & Art Srl

I musicisti sono: Edoardo Vergara: chitarra e voce Pasquale Defina: chitarra elettrica, seconda voce, produzione artistica. Roberto Romano: sassofono, clarinetto, seconda voce, flauto traverso. Massimiliano Peri: batteria, percussioni Giorgio Baldi e Davide Prezzo: Basso

Tracklist

 

1. Rosario

2. Solo Tu

3. Fragalà

4. Tosse

5. Lucertole

6. Autunno

7. Il Tuo Principe

8. Gli Elefanti

9. Tutto è Vero

 

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